6 aprile 2017 / 10:07 / tra 6 mesi

Gasdotto Tap, Tar accoglie richiesta sospensiva Regione Puglia su espianto ulivi

Ulivi a Melendugno, dove passerà il gasdotto Tap. REUTERS/Giancarlo Navach

MILANO (Reuters) - Il Tar del Lazio ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dalla Regione Puglia sulla nota con cui il ministero dell‘Ambiente aveva dato il via libera all‘espianto dei 211 ulivi nel cantiere in prossimità della spiaggia di San Foca, nella marina di Melendugno (provincia di Lecce).

La decisione dovrebbe, di fatto, bloccare le operazioni di spostamento degli alberi propedeutiche all‘avvio degli scavi per realizzare il gasdotto con approdo a Melendugno almeno fino al 19 aprile quando ci sarà l‘udienza di merito.

Con decreto 01753/2017, si legge nel provvedimento, la terza sezione del Tribunale amministrativo del Lazio ha accolto l‘istanza presentata dalla Regione Puglia “per l‘annullamento, previa sospensione, della nota del Ministero dell‘Ambiente del 27 marzo scorso” con cui è stata dichiarata pienamente ottemperata la prescrizione “A44”, riferita alla cosiddetta fase 0 dei lavori, autorizzando Tap all‘espianto degli Ulivi ricadenti nell‘area interessata dal cantiere.

Il Tar ha quindi fissato per la trattazione collegiale “la camera di consiglio del 19 aprile”.

Il Tar, si legge sempre nella sentenza, “ha ritenuto che, essendo gia’ state avviate le operazioni di espianto, la misura cautelare richiesta possa venire accordata, ai soli fini dell‘immediato riesame dell‘atto impugnato da parte del Ministero dell‘Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con riferimento sia alle osservazioni e alle competenze della Regione (specificate nella citata prescrizione A44), sia in base all‘avvenuta presentazione al medesimo Ministero, da parte di Tap, di istanza di verifica di assoggettabilità a Via del progetto esecutivo, relativo alla realizzazione del microtunnel”.

Lo spostamento degli ulivi - al momento ne restano da rimuovere 43 con il cantiere fermo da giorni a causa delle proteste dei “No Tap” contrari all‘opera - va fatto entro fine mese, altrimenti si chiuderà la finestra temporale per spostare le piante fino a novembre. Uno stop che creerebbe non poche difficoltà per centrare l‘obiettivo da parte del consorzio internazionale di fare arrivare il primo gas azero a gennaio del 2020.

(Giancarlo Navach)

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