31 marzo 2017 / 14:19 / tra 8 mesi

Dazi Usa-Europa, per Italia scontri commerciali sono pericolosi

ROMA (Reuters) - Uno scontro commerciale tre Stati Uniti ed Europa sarebbe pericoloso per tutti, ha detto oggi il ministro dello Sviluppo economico Claudio Calenda, commentando le mosse dell‘amministrazione Trump sui dazi.

Dazi Usa-Europa, per Italia scontri commerciali sono pericolosi REUTERS/Hannibal Hanschke

“Qualunque scontro commerciale tra Usa ed Europa è pericoloso non solo per le nostre economie ma anche per la tenuta della governance della globalizzazione”, ha detto il ministro a margine di un vertice di Confindustria, che ha riunito per due giorni a Roma le organizzazioni imprenditoriali del G7.

Ieri il segretario al Commercio Usa Wilbur Ross ha stabilito che alcuni produttori stranieri, anche in Italia e Germania, hanno fatto dumping per alcuni tipi di acciaio sul mercato Usa, aprendo la strada all‘imposizione di dazi.

Il governo italiano non ha commentato nello specifico. Ma la Germania ha detto che l‘Ue dovrebbe considerare la possibilità di sottoporre al Wto un reclamo contro gli Stati Uniti.

Emma Marcegaglia, che guida l‘omonimo gruppo dell‘acciaio citato dal Dipartimento Usa del Commercio ed è presidente della Confindustria europea, avverte che la ‘border tax’ “sarebbe una dichiarazione di guerra commerciale, dovremmo denunciare al Wto, e quando si inizia una guerra non si sa dove si arriva”.

In Italia il Dipartimento Usa del Commercio ha imposto dazi anti-dumping del 22,19% per Marcegaglia Spa e del 6,08% per Officine Tecnosider. Il provvedimento interessa altri quattro Paesi europei (Germania, Austria, Belgio, Francia) oltre a Giappone, Corea del Sud e Taiwan.

Secondo quanto scritto sempre ieri dal Wall Street Journal, l‘amministrazione di Trump sta valutando di imporre dazi fino al 100% su prodotti come la Vespa (Piaggio), l‘acqua Perrier (Nestlé) e il formaggio Roquefort, in risposta al bando Ue sulla carne di manzo Usa di bovini trattati con gli ormoni.

Il premier Paolo Gentiloni, intervenendo stamani in Confindustria, ha sottolineato l‘esigenza di “scommettere ancora sul libero mercato, il più grande motore di prosperità della storia”.

Se il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia invita a lavorare per “una soluzione nell‘interesse di tutti”, il numero uno dell‘Us Chamber of Commerce, John Hopkins, promette che i 3 milioni di imprese statunitensi associate “faranno sentire la loro voce, la Casa Bianca dovrà ascoltarci”.

(Antonella Cinelli, Steve Scherer)

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