30 marzo 2017 / 14:32 / tra 8 mesi

Processi S&P e Fitch, tutti assolti con formula piena a Trani

TRANI (Reuters) - I giudici del Tribunale di Trani hanno assolto con formula piena tutti gli imputati nei primi due processi in Italia alle agenzie di rating, che vedevano Standard and Poor’s e Fitch accusate di manipolazione del mercato per aver diffuso intenzionalmente negli anni più critici della crisi del debito informazioni “distorte e tendenziose” sull‘affidabilità creditizia italiana.

Processi S&P e Fitch, tutti assolti con formula piena a Trani . REUTERS/Reinhard Krause

I giudici, presieduti da Giulia Pavese, non hanno dunque accolto in nessuno dei due processi le accuse del pm Michele Ruggiero, che aveva chiesto condanne fino a tre anni per i cinque tra manager ed ex di S&P e una multa di 4,6 milioni di euro per l‘agenzia nonché una condanna a 9 mesi e una multa da 16.000 euro per l‘ex analista di Fitch, David Riley. Per tutti l‘accusa era quella di manipolazione del mercato ed S&P era imputata per la violazione della legge 231 del 2001.

In particolare, tra i manager ed ex di S&P, Deven Sharma è stato assolto “per non aver commesso il fatto” mentre Yan Le Pallec, Eileen Zang, Franklin Crawford Gill e Moritz Kraemer perché “il fatto non costituisce reato”. Infine, S&P come persona giuridica e l‘allora analista di Fitch Riley sono stati assolti “perché il fatto non sussiste”.

Durante il procedimento -- le cui indagini sono iniziate nel 2012 prendendo le mosse da un esposto di alcune associazioni dei consumatori -- sono stati sentiti come testimoni ministri ed ex come Giulio Tremonti e Pier Carlo Padoan, ex premier come Mario Monti e Romano Prodi.

In un primo momento le indagini si sono concentrate anche su Moody’s (per cui poi i pm hanno chiesto l‘archiviazione) mentre la posizione di Fitch come persona giuridica è stata trasferita a Milano.

Nel processo a S&P sono state riconosciute parti civili Adusbef e Adusbef Puglia, Acu (Associazione consumatori utenti), Federconsumatori oltre a 13 risparmiatori. Il ministero dell‘Economia non si è mai costituito né parte civile né persona offesa mentre Consob e Bankitalia hanno scelto di costituirsi persone offese. In quello a Fitch le parti civili erano Adusbef, Federconsumatori e Acu.

SODDISFAZIONE DA S&P E FITCH

S&P -- che nel corso degli anni ha sempre respinto ogni addebito -- ha detto in una nota diffusa subito dopo la sentenza che “il verdetto di oggi conferma con chiarezza” che l‘agenzia “è stata per anni oggetto di speculazioni senza fondamento”.

Secondo l‘accusa, l‘agenzia di rating avrebbe diffuso “intenzionalmente” ai mercati finanziari nel 2011 e nel 2012 quattro report “contenenti un‘informazione tendenziosa e distorta sull‘affidabilità creditizia” italiana.

Si tratta del report con cui, il 13 gennaio 2012, S&P tagliò il rating dell‘Italia di due ‘notch’, quello del maggio 2011 relativo al taglio dell‘outlook del debito sovrano italiano a negativo, quello del luglio 2011 con valutazioni negative sulla manovra finanziaria del ministero dell‘Economia e infine il credit watch negativo sull‘Italia del luglio 2011.

Analogo il caso di Fitch, in cui Riley era accusato di aver rilanciato durante una trasmissione tv, ripresa poi dai quotidiani, nel periodo dal 10 al 18 gennaio 2012, “indebiti annunci preventivi di imminente declassamento” dell‘Italia, mai decretato ufficialmente dall‘agenzia di rating Fitch fino al 27 gennaio 2012.

“Abbiamo sempre ritenuto che questo caso fosse privo di fondamento e che Fitch e i suoi dipendenti avessero agito nel pieno rispetto delle regole europee e italiane”, scrive Fitch in una nota.

Delusione è stata espressa dai rappresentanti delle associazioni dei consumatori presenti in aula che hanno detto di “aspettare le motivazioni” per poi decidere “assieme alla procura se presentare ricorso”. Le motivazioni verranno depositate entro 90 giorni dalla data della sentenza.

“Le sentenze non si commentano, ne prendiamo atto...abbiamo fatto tutto il possibile. Adesso attenderemo le motivazioni per leggerle e decidere se presentare ricorso o meno”, ha detto il pm Ruggiero.

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