27 marzo 2017 / 12:58 / tra 8 mesi

Atlante, Boccia: strumento arrivato tardi, bene no casse previdenza

MILANO (Reuters) - Il fondo Atlante è arrivato tardi e le casse previdenziali che l‘hanno sottoscritto hanno sbagliato.

L‘assemblea annuale di Aifi, l‘associazione del private equity e venture capital, ha rappresentato l‘occasione per rifilare due ganci al mento allo strumento messo in campo dal governo per contribuire al salvataggio delle banche.

Il pugno più forte lo ha sferrato Francesco Boccia, presidente della V commissione bilancio, tesoro e programmazione della Camera.

“Era chiaro ed evidente già nel 2014 che bisognava pagare il conto delle sofferenze bancarie”, ha affermato Boccia. “Io e altri ritenevamo che bisognasse creare un fondo pubblico-privato da 20 miliardi. Si è preferito fare prima le riforme e quando il conto delle sofferenze è arrivato, Atlante non bastava più”.

Boccia ha sottolineato che “pochi si aspettavano che ad Atlante venissero detti dei no, ma è un bene che ci siano stati: dimostrano che ci sono persone che non sono disposte a fare qualsiasi cosa, anche se te lo chiede il governo”.

In precedenza, era stato Giovanni Maggi, presidente di Assofondipensione, a definire “totalmente fuori target” gli investimenti delle casse previdenziali in Atlante e Atlante 2.

(Massimo Gaia)

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