7 marzo 2017 / 10:36 / 7 mesi fa

Italia, Ocse: crescita ferma a 1% in 2017 e 2018, ben sotto zona euro

MILANO (Reuters) - L‘economia italiana crescerà sia quest‘anno sia il prossimo al ritmo di 1%, soltanto un decimo oltre lo 0,9% con cui si è chiuso il 2016.

Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. REUTERS/Alessandro Bianchi

Il quadro dell‘Interim Outlook a cura dell‘Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico è identico a quello tracciato a metà febbraio, quando l‘organizzazione basata a Parigi ha dedicato un rapporto monografico all‘Italia soffermandosi anche sulle prospettive dei conti pubblici e le implicazioni politiche del post-referendum.

Trattandosi di un breve ritratto a tutto tondo per l‘insieme delle principali economie mondiali, la tabella Ocse può comunque offrire qualche opportunità di riflessione in termini se non altro comparativi.

Nel corso del 2017, infatti, una performance più debole di quella italiana dovrebbe vedere soltanto la congiuntura brasiliana -- assolutamente ferma -- mentre sul 2018 la stima per Roma è la peggiore insieme a quella per Londra, chiamata a saldare il conto della Brexit.

Per citare un esempio, l‘aspettativa Ocse a livello aggregato di zona euro per il biennio è pari a 1,6%.

“La crescita dovrebbe proseguire all‘attuale ritmo moderato, sostenuta dai bassi tassi di riferimento e da una politica fiscale lievemente espansiva nei prossimi anni. Dal punto di vista fiscale c‘è spazio per iniziative più ambiziose ed efficaci” dice il rapporto.

“Vediamo segnali incoraggianti sulla possibile ripartenza degli investimenti, ma sulle prospettive cicliche di alcuni Paesi continuano a pesare l‘elevato livello dei crediti non performing e le difficoltà sul mercato del lavoro. La crescita economica rimarrà solida in Germania, ma procederà a ritmo più lento nel caso di Francia e Italia” aggiunge.

Guardano ai rischi al ribasso, si fa riferimento a come i mercati finanziari abbiano fatto eccessivo affidamento sullo stimolo della politica monetaria, con un prolungato periodo di tassi di riferimento eccezionalmente bassi, debito pubblico in crescita in alcuni Paesi, sopravvalutazione degli asset e caccia al rendimento.

Il breve documento Ocse ricorda comunque che l‘Italia, insieme a Belgio, Lussemburgo e Spagna, nel periodo 2015/2016 figura tra i Paesi che hanno compiuto “un certo progresso” con misure sul mercato dei prodotti volte a favorire il percorso delle riforme per una crescita economica inclusiva.

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