1 marzo 2017 / 09:35 / tra 10 mesi

Inchiesta Consip, arrestato imprenditore Romeo

ROMA (Reuters) - L‘imprenditore Alfredo Romeo è stato arrestato oggi a Napoli per corruzione nell‘ambito di un‘inchiesta della magistratura sugli appalti della Consip, la centrale nazionale di acquisto di beni e servizi per la Pubblica amministrazione.

Lo riferiscono i carabinieri in una nota.

L‘inchiesta, partita dalla Procura di Napoli, è stata poi trasferita a quella di Roma per competenza e riguarda un appalto del 2014 per un valore complessivo di 2,7 miliardi di euro. La società di Romeo era interessata a tre lotti, per un valore di oltre 600 milioni di euro.

I magistrati indagano su una presunta mazzetta da 100mila euro che sarebbe andata a un dirigente della Consip, dice una fonte della Procura romana.

Nell‘ambito della stessa inchiesta sono indagati tra gli altri, con accuse diverse il ministro dello Sport Luca Lotti, accusato di rivelazione di segreto d‘ufficio; l‘imprenditore Tiziano Renzi (padre dell‘ex premier Matteo Renzi), indagato per traffico di influenze; il comandante generale dell‘Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette, l‘ex parlamentare di Alleanza Nazionale Italo Bocchino e Carlo Russo un imprenditore famaceutico toscano amico di Tiziano Renzi.

Bocchino e Russo sono stati sottoposti oggi a perquisizioni, dice la fonte della Procura.

Tutte le persone coinvolte hanno negato ogni addebito.

Intanto, dice una fonte della Procura, è slittata al 6 marzo l‘audizione come testimone dell presidente della Regione Puglia e candidato alla guida del Pd, Michele Emiliano, destinatario di sms da parte di Lotti che i magistrati vogliono acquisire.

Romeo è titolare di un gruppo specializzato nei servizi immobiliari e alberghieri, con un portafoglio immobiliare gestito pari nel 2012 a un valore di 9 miliardi di euro, e un fatturato vicino ai 250 milioni di euro.

Un addetto della società Romeo Gestioni ha detto che al momento non si hanno informazioni sull‘arresto dell‘imprenditore e che i suoi legali valuteranno se rilasciare una dichiarazione.

Romeo è indagato anche a Napoli per una vicenda legata a un appalto ospedaliero, ed è già stato assolto per l‘inchiesta del 2008 sul cosiddetto scandalo Global Service.

Nei giorni scorsi i dipendenti del gruppo Romeo (circa 2.300 persone) hanno scritto una lettera aperta ai magistrati per protestare contro quella che hanno definito “gogna mediatica” contro l‘azienda e ribadire “di lavorare in un contesto assolutamente sano, onesto, integerrimo, rispettabile, pienamente legale, di cui ci sentiamo parte integrante”.

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