28 febbraio 2017 / 10:11 / 10 mesi fa

Italia, inflazione sale a massimo da 4 anni in febbraio

ROMA/MILANO (Reuters) - L‘inflazione italiana ha accelerato a febbraio, con gli indici tendenziali che hanno toccato il massimo da circa quattro anni, spinti dalle componenti più volatili, ovvero alimentari freschi ed energia, seguendo un copione analogo a quello osservato in altri paesi della zona euro.

Una salumeria a Milano. REUTERS/Stefano Rellandini

Secondo i dati provvisori forniti stamane da Istat, l‘indice nazionale dei prezzi al consumo (Nic) ha registrato un aumento annuo di 1,5%. L‘indice armonizzato ai parametri Ue (Ipca) ha accelerato a 1,6%.

A gennaio entrambi gli indici avevano segnato un incremento tendenziale di 1%. L‘aumento registrato questo mese da Nic e Ipca è il massimo rispettivamente da febbraio e da marzo 2013.

“Analogamente a quanto accaduto a gennaio, l‘accelerazione dell‘inflazione a febbraio 2017 è per lo più ascrivibile alle componenti merceologiche i cui prezzi sono maggiormente volatili”, in particolare alimentari non lavorati e beni energetici non regolamentati, sottolinea Istat.

La mediana delle attese degli economisti interpellati da Reuters in un sondaggio prospettava per l‘indice armonizzato un incremento di 1,2%. L‘inflazione acquisita per il 2017 è pari a +1,0%.

“Le pressioni che stiamo osservando sui prezzi, ampiamente attese, provengono esclusivamente del lato dell‘offerta e sono legate alle materie prime, mentre dal lato delle domanda sono pressocchè inesistenti”, commenta Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo.

La dinamica salariale resta compressa ai minimi storici.

L‘inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, ha segnato +0,6% da +0,5% di gennaio. Al netto dei soli beni energetici ha accelerato a +1,3% da +0,8%.

Secondo Mameli, l‘andamento complessivo mostrato dai prezzi rispecchia grossomodo le attese, anche se forse l‘accelerazione si sta rivelando leggermente più rapida del previsto.

“La nostra idea, a questo punto, è che il picco possa essere toccato ad aprile, quando il tendiziale dovrebbe attestarsi tra 1,8% e 1,9%, mentre nei mesi successivi dovrebbe osservarsi uno sgonfiamento”.

Secondo le previsioni di Intesa Sanpaolo, il 2017 dovrebbe chiudersi con un‘inflazione media a 1,5%, dopo che il 2016 è stato archiviato con una discesa dei prezzi di 0,1%, la prima mai registrata dal 1959.

Allargando lo sguardo ad altri paesi della zona euro, a febbraio i prezzi al consumo hanno mostrato la crescita annua maggiore in quattro anni in Spagna, dove l‘indice armonizzato ha segnato +3%, e un lieve rallentamento in Francia, dove l‘armonizzato si è attestato a 1,4% su anno da 1,6% di gennaio.

Domani verrà pubblicato il dato tedesco: gli economisti si aspettano, sempre per l‘armonizzato, un‘accelerazione del tendeziale a 2,1% da 1,9% di gennaio.

Il dato preliminare relativo all‘intera zona euro, in arrivo giovedì 2 marzo, dovrebbe quindi evidenziare un andamento dei prezzi in linea al target perseguito dalla Bce, ovvero inferiore ma vicino al 2%.

Questo tuttavia, nelle attese degli economisti, non pregiudicherà il proseguimento degli stimoli monetari messi in campo da Francoforte - quantitative easing in testa - per tutto il 2017, ma verosimilmente nella seconda parte dell‘anno l‘istituto centrale comincerà a ragionare sui tempi di un graduale ritiro delle misure.

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