24 febbraio 2017 / 11:57 / tra 9 mesi

BREAKINGVIEWS - Il regime britannico sulle scalate merita di essere esportato

LONDRA (Reuters) - Il regime britannico sulle scalate merita di essere esportato. L‘esperienza mostra che regole del tipo “Agisci o taci” portano a più offerte concrete. In Italia la prima a trarne beneficio sarebbe Generali, che in questo momento è braccata da Intesa Sanpaolo.

Il Regno Unito è riuscito a quadrare il cerchio. Il lento assedio di Kraft a Cadbury nel 2010 ha indotto il Takeover panel, l‘organo di autoregolamentazione del mercato, a dare un giro di vite. Alla prima fuga di notizie le società devono comunicare ciò che intendono fare e impegnarsi a lanciare un‘offerta nei successivi 28 giorni, oppure retrocedere per sei mesi.

Sei anni dopo l‘introduzione di questo margine temporale ristretto, Kraft Heinz ha dovuto fare marcia indietro appena due giorni dopo che Unilever aveva respinto le sue avance.

In Italia le cose funzionano in modo diverso. Il testo unico della finanza, pur prevedendo limiti temporali alle offerte, non ha impedito a Intesa Sanpaolo di ‘annusare’ Generali da gennaio, in quello che è stato descritto come “un caso di studio”. Se al posto di Generali ci fosse stata Aviva il numero uno di Intesa, Carlo Messina, avrebbe già esaurito il termine di 28 giorni e, con questi, la possibilità di lanciare un‘offerta o levarsi dai piedi.

Il regime britannico garantisce chiarezza. La caccia di Intesa a Generali ha poche probabilità di successo. Messina non vuole che l‘operazione riduca il capitale o i dividendi della banca, paletti che rendono difficile rilevare Generali senza farne uno spezzatino. Il mercato è incerto. Le azioni della compagnia assicurativa sono scese dal picco che avevano toccato quando la notizia è venuta fuori, ma sono ancora il 3% sopra il livello che aveva il titolo prima di questo rumour.

Il sistema britannico è criticato perché può disincentivare i compratori e proteggere cattivi manager, ma finora non ha impedito che si facessero scalate. Uno studio del Takeover Panel mostra che nel 2012 le operazioni con una diretta offerta d‘acquisto - rispetto all‘approccio sullo stile di Intesa in cui si esprime una vaga intenzione - sono salite dal 25 al 40%. Ul livello rimasto inalterato, secondo quanto riferisce una fonte a conoscenza del dossier.

Ai compratori non piacerà fare più fatica. Eppure un sistema più severo non impedirebbe a Intesa di acquisire Generali, anche se questo dovesse implicare una sospensione di sei mesi. E, visto che le acquisizioni dall‘estero sono un nervo scoperto per gli italiani, regole più favorevoli alle società sotto scalata potrebbero anche rivelare vantaggi nascosti.

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