23 febbraio 2017 / 13:24 / tra 9 mesi

Stadio Roma, Comune chiede spostamento in stessa area, taglio cubature

ROMA (Reuters) - Il Campidoglio ha chiesto ai proponenti del nuovo stadio della AS Roma di spostare di qualche centinaio di metri gli impianti e di ridurre in maniera “sensibile” le cubature, e aspetta una risposta domani o al più tardi lunedì prossimo. In caso contrario, è pronto a far saltare il progetto.

Lo riferisce a Reuters una fonte vicina al Comune.

I proponenti però ritengono che uno spostamento non sia possibile e restano disponibili a un taglio delle cubature.

L‘eventuale annullamento del progetto sarebbe “una catastrofe per il futuro dell‘AS Roma, del calcio italiano, della città di Roma e francamente per i futuri investimenti in Italia”, ha detto ieri sera il presidente giallorosso James Pallotta, a cui fa capo anche la società Sdr, che vuole costruire l‘impianto.

Pallotta ha preso in mano la società nel 2012. Alcuni mesi fa ha decisamente smentito voci sulla possibile vendita della squadra.

Domani, in Campidoglio, la sindaca di Roma Virginia Raggi incontrerà i rappresentanti di Sdr ed Eurnova (la società del costruttore Luca Parnasi), per quello che potrebbe essere il faccia a faccia definitivo sulla questione.

“Stiamo aspettando che i proponenti presentino una evoluzione del progetto che tenga conto delle mutate condizioni”, dice la fonte. “Si tratta di uno spostamento sempre all‘interno dello stesso comparto, qualche centinaio di metri”.

La fonte cita esplicitamente la procedura di vincolo monumentale sulle tribune dell‘Ippodromo di Tor di Valle avviata la settimana scorsa dalla Soprintendenza all‘Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Roma del Ministero per le Belle Arti.

Il vecchio impianto per le corse dei cavalli, costruito per le Olimpiadi del 1960 e da anni in abbandono, rientra infatti nel progetto di costruzione del nuovo stadio e del cosiddetto “business park”, un progetto da 1,6 miliardi di euro totalmente a carico dei privati, che comprende anche edifici commerciali e tre grattacieli. Nell‘investimento, 440 milioni di euro sarebbero destinati a opere pubbliche per mobilità, trasporti e sicurezza dell‘area.

“Anche se ci fosse un ricorso contro il vincolo, non si risolverebbe la questione”, ha detto la fonte. Nei giorni scorsi i proponenti hanno annunciato che intraprenderanno ogni possibile azione a tutela del progetto.

Sulla questione si era espressa il 18 gennaio, in un parere sul progetto, la Sovrintendenza Capitolina, che gestisce, mantiene, valorizza i beni archeologici, storico-artistici e monumentali di proprietà di Roma Capitale. Secondo il documento che Reuters ha potuto visionare il parere era stato in questo caso favorevole al progetto definitivo con la “prescrizione di valorizzare, anche parzialmente e mediante riproposizione in luogo adiacente, le tribune dell‘Ippodromo di Tor di Valle”. In un modo cioè che non precludessero la realizzazione in quel sito dello Stadio.

Ma il Comune si preoccupa anche del rischio esondazione del Tevere e, soprattutto, vuole una riduzione delle cubature superiore al 20-25% già offerta dai proponenti. In cambio, dice la fonte, verrebbe rivisto al ribasso anche l‘investimento dei privati per le opere pubbliche.

Se sarà trovato un accordo, continua la fonte, Sdr ed Eurnova chiederanno una proroga alla conferenza dei servizi sullo stadio, che ufficialmente termina il 3 marzo.

Nel frattempo la sindaca Raggi ha avviato l‘iter per modificare la delibera con cui nel 2014 il Comune (con l‘allora giunta di centrosinistra guidata da Ignazio Marino) riconosceva l‘interesse pubblico dell‘opera, tenendo conto del nuovo “rendering”.

“Se il tentativo di accordo è fare lo stadio in un‘altra location, che sia a 100 metri o a 100 chilometri, il progetto salta”, dice però una fonte vicina ai proponenti. “Non si è mai discusso di location, la questione è stata tirata fuori da Beppe Grillo ieri”.

“Se il problema politico è nelle cubature e se si dice che lo stadio si fa lì, allora lo Stadio si fa”, sintetizza questa seconda fonte.

Ieri sera, al termine di una riunione con i consiglieri comunali del M5s, Grillo ha detto ai giornalisti: “Nessuno dice di no, diciamo di sì ma in una parte che non sia quella, è meglio farlo in una zona che non esonda”.

Il portavoce della sindaca non ha risposto alla richiesta di Reuters di commentare la notizia. Il direttore generale della As Roma Mauro Baldissoni non ha voluto fare dichiarazioni.

Sul sito it.reuters.com le notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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