22 febbraio 2017 / 13:40 / 9 mesi fa

Italia, Ue sollecita riduzione deficit entro aprile, minaccia procedura infrazione

BRUXELLES/MILANO (Reuters) - L‘Italia, inserita dalla Commissione europea nel gruppo di sei Paesi con squilibri economici eccessivi, potrebbe incorrere in una procedura d‘infrazione per l‘incremento del debito se il governo non ottempererà all‘impegno di tagliare il deficit strutturale di almeno lo 0,2% del Pil entro la fine di aprile.

Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan a Bruxelles. REUTERS/Francois Lenoir

E’ l‘avvertimento contenuto nel rapporto annuale stilato da Bruxelles sulla situazione economico-sociale dei Paesi membri dell‘Unione.

Nell‘ultima serie di previsioni economiche della Commissione, il rapporto debito/Pil italiano è indicato al 133,3% quest‘anno, il livello più alto di sempre, dal 132,8% del 2016. Le regole europee prevedono che l‘Italia debba ridurre il suo debito del 3,6% del Pil ogni anno.

“Attualmente il criterio del debito non è rispettato”, è stata la sintesi del Commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici, che ha anche sottolineato come il settore finanziario italiano, come quelli di Portogallo e Cipro, soffra di un eccesso di crediti in sofferenza.

Il governo si è già impegnato ad adottare nuove misure. La decisione sulle misure disciplinari avrà luogo, dice la nota della Commissione Ue, solo quando saranno disponibili tutti i dati necessari alla prossima serie di previsioni economiche a cura della stessa Commissione, in arrivo a maggio.

“La conclusione è che da oggi ci sarebbe motivo di aprire la procedura per deficit eccessivo nei confronti dell‘Italia, ma torneremo su questa decisione in primavera, per vedere se raccomandare la procedura”, ha detto parlando in conferenza stampa il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis.

Una procedura d‘infrazione può tradursi in multe onerose, sebbene finora questo non sia mai accaduto. Ma soprattutto sarebbe un segnale d‘allarme per i mercati, che hanno già iniziato a pretendere rendimenti più alti per i titoli di Stato italiani.

La replica di Padoan arriva su Twitter: il numero uno di via XX Settembre scrive che è interesse nazionale ridurre il debito “con un aggiustamento contenuto del percorso di consolidamento”.

Il Tesoro, inoltre, rivendica come la Commissione abbia riconosciuto la presenza di fattori che giustificano l‘andamento attuale del rapporto/debito Pil, “che si è stabilizzato ma non ha ancora invertito la tendenza degli ultimi anni”.

Bruxelles inoltre, sottolinea il Tesoro, ha riconosciuto l‘eccezionalità - rivendicata dalle autorità italiane - delle spese per legate ai terremoti e ai migranti. “Se la Commissione non avesse riconosciuto la legittimità delle ragioni italiane, l‘esigenza di correzione dei conti sarebbe stata almeno tripla”, puntualizza il ministero.

A FINE 2016 REGOLA DEBITO NON RISPETTATA PER 7 PUNTI PIL

Nello specifico, il rapporto sul debito italiano della Commissione evidenzia che a fine 2016 il debito di Roma andava oltre la regola stabilita per questo parametro da Bruxelles per ben 7,4 punti percentuali del Pil.

La Commissione segnala che “gli sviluppi interni” hanno rallentato l‘adozione di nuove riforme in Italia.

Inoltre, secondo le previsioni della Commissione, l‘Italia non rispetterà la regola del debito nel 2017 e “il divario è particolarmente ampio anche a causa del significativo deterioramento del saldo strutturale dell‘Italia, che passerebbe da -1,0% del Pil potenziale nel 2015 a -2,5% nel 2018, nell‘ipotesi di politiche invariate”.

Il debito pubblico italiano continua quindi a rappresentare una delle maggiori fonti di vulnerabilità nel medio periodo e le misure adottate di recente (in tema previdenziale) “non sono in linea con la piena attuazione delle passate riforme pensionistiche che sarebbero necessarie per migliorare la sostenibilità del debito”.

Un ulteriore rischio per le finanze pubbliche è legato ai possibili costi sostenuti dal governo per la ricapitalizzazione delle banche italiane a bassa redditività e per il rimborso degli obbligazionisti junior al dettaglio, nonché per l‘emissione di garanzie per i veicoli di cartolarizzazione dei prestiti in sofferenza.

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