21 febbraio 2017 / 17:32 / tra 10 mesi

Pd, Emiliano resta e si candida a segretario, Speranza lascia

ROMA (Reuters) - Dopo due giorni di incertezza, e mentre la minoranza del Pd prepara la scissione, il presidente della Puglia Michele Emiliano annuncia la sua candidatura alla guida del partito e attacca il leader uscente, Matteo Renzi.

Pd, Emiliano resta e si candida a segretario. REUTERS/Remo Casilli

“Mi candido alla segreteria del Pd perché questa è casa mia, è casa nostra, e nessuno può cacciarci via”, ha detto Emiliano durante la direzione di oggi, aggiungendo che Renzi punta alla “eliminazione dell‘avversario dal campo” ed è “soddisfatto” della scissione.

Non così l‘ex capogruppo del Pd, Roberto Speranza, che, dopo la defezione in direzione, annuncia in serata di lavorare per “un nuovo soggetto di centrosinistra”.

Emiliano, insieme al presidente della Toscana Enrico Rossi e a Speranza, sembrava aver scelto la strada della scissione, dopo l‘assemblea nazionale del Pd di domenica scorsa. Ma ha cambiato idea e oggi ha sfidato la leadership di Renzi.

La minoranza prosegue invece il lavoro per costituire gruppi parlamentari autonomi insieme ad alcuni parlamentari ex Sel.

Spiega Speranza: “Prendiamo atto della scelta assunta da Michele Emiliano di candidarsi nel Pdr [Partito di Renzi]. Noi andiamo avanti sulla strada della costruzione di un nuovo soggetto politico del centrosinistra italiano che miri a correggere le politiche che hanno allontanato dal nostro campo molti lavoratori, giovani e insegnanti. Occorre iniziare un nuovo cammino”.

Sembra invece fallito il tentativo di alcuni esponenti della minoranza non favorevoli alla scissione, come Gianni Cuperlo, di far slittare le primarie per la scelta del nuovo segretario a luglio, cioè dopo le elezioni amministrative, nel tentativo di evitare la spaccatura del partito.

Al termine della riunione, la direzione ha nominato la commissione incaricata di fissare regole e data del congresso, composta da una quindicina di membri, tra cui il vice segretario Lorenzo Guerini, ma che sarà allargata ad alcuni esponenti vicini a Emiliano e al presidente della Commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia.

Renzi, che non era presente alla riunione e ha fatto capire che vuole ricandidarsi alla guida del partito, ha scritto oggi in una nota: “Se qualcuno vuole lasciare la nostra comunità, questa scelta ci addolora... Tuttavia è bene essere chiari: non possiamo bloccare ancora la discussione del partito e soprattutto del Paese”.

(Massimiliano Di Giorgio)

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