20 febbraio 2017 / 12:13 / 10 mesi fa

Pd, scissione entro 48 ore ma con sostegno a Gentiloni

ROMA (Reuters) - Dopo l‘assemblea nazionale di ieri, che ha sancito la spaccatura tra il leader del Pd Matteo Renzi e i suoi oppositori interni, un nuovo gruppo parlamentare di sinistra potrebbe nascere sia alla Camera che al Senato già nelle prossime 48 ore.

Matteo Renzi alla Camera in una foto d'archivio. REUTERS/Giampiero Sposito/File Photo

Lo riferiscono alcuni membri della minoranza Pd e di Sinistra Italiana.

Questo gruppo appoggerebbe comunque il governo di Paolo Gentiloni, con l‘obiettivo di farlo giungere a fine legislatura, cioè a inizio 2018, come confermato oggi dal presidente della Toscana Enrico Rossi, uno dei leader della scissione Pd, parlando a RaiNews.

Oltre che dai fuoriusciti del Pd, il nuovo gruppo sarebbe formato anche da alcuni parlamentari dell‘ex Sel, ora diventata Sinistra Italiana (Si), e conterebbe una cinquantina di deputati e 15-20 senatori.

Neppure Renzi intende “staccare la spina” al governo approfittando della scissione, ha detto una fonte dell‘esecutivo, ma ha avvertito che il pericolo potrebbe venire, nei prossimi mesi, dall‘Ncd del ministro degli Esteri Angelino Alfano, nel caso in cui il centrodestra si ricompattasse attorno a Silvio Berlusconi, che sta cercando di costruire una nuova alleanza anche con Lega ed ex An.

Un primo appuntamento per capire se la scissione passerà dagli annunci ai fatti, è già domani, quando nel pomeriggio si riunisce la direzione del Pd, per nominare la commissione che dovrà fissare regole e data del congresso e delle primarie per l‘elezione del nuovo segretario.

I tre principali sfidanti di Renzi, l‘ex capogruppo alla Camera Roberto Speranza, il presidente della Puglia Michele Emiliano e Rossi non hanno ancora deciso se parteciperanno alla riunione della direzione, né se entreranno nella commissione che dovrà fissare il congresso. “Se non succede qualcosa di clamoroso entro 48 ore, siamo fuori”, dice una fonte vicina all‘ex segretario Pd Pier Luigi Bersani.

“Non voglio stare nel partito di Renzi”, ha detto oggi in tv Rossi.

Secondo le ipotesi che circolano nel partito, le primarie potrebbero tenersi entro metà maggio, prima cioè di un‘importante tornata di elezioni amministrative che dovrebbe invece svolgersi entro l‘11 giugno, ha detto a Reuters una fonte del governo.

Renzi ha detto che intende ricandidarsi e i sondaggi della scorsa settimana tra gli elettori Pd lo danno nettamente in testa.

(Massimiliano Di Giorgio)

Sul sito it.reuters.com le notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below