17 febbraio 2017 / 17:36 / 8 mesi fa

Migranti, finanziamenti a Ong sotto lente Procura Catania

ROMA (Reuters) - La Procura di Catania sta cercando di capire se alcune Ong impegnate a soccorrere i migranti al largo della Libia siano finanziate dai trafficanti di esseri umani.

Lo ha detto oggi il procuratore capo Carmelo Zuccaro, precisando che si tratta di “una analisi” e non di una indagine.

“Nell‘ultima estate abbiamo rilevato un proliferare di natanti e di organizzazioni che stanno facendo questa attività con una disponibilità economica che ci sorprende”, ha detto Zuccaro a Reuters, spiegando di non riferirsi alle Organizzazioni non governative più importanti e note “di cui abbiamo il massimo rispetto”.

“Le nostre preoccupazioni le abbiamo esposte anche a Frontex [l‘agenzia europea delle frontiere], i cui dati coincidono coi nostri. Queste Ong sono tutte animate dagli stessi fini? E chi le finanzia?”, ha aggiunto Zuccaro.

Ad alimentare i dubbi la disponibilità di dotazioni e mezzi di alcune organizzazioni (“che a volte neanche le marine militari hanno”) e le testimonianze di migranti, a cui i trafficanti avrebbero indicato la rotta precisa da seguire per incontrare i soccorsi.

Ma le organizzazioni umanitarie segnalano che le loro navi sono facilmente localizzabili via Internet in tempo reale: “Sembra un‘idea frutto di incompetenza”, commenta Stefano Argenziano, coordinatore delle operazioni di Medici Senza Frontiere.

Lo scorso anno 181.000 migranti sono arrivati via mare in Italia, partiti per lo più dalla Libia; i morti nel Mediterraneo sono stati circa 5.000.

Quattro Ong che lo scorso anno hanno operato soccorsi, contattate da Reuters, dicono di essersi finanziate con donazioni per lo più di privati, con contributi da fondazioni e aziende o attraverso partnership commerciali e assegnazioni statali. Tutte negano rapporti con i trafficanti.

“E’ assolutamente senza senso”, dice Ruben Neugebauer, portavoce dell‘organizzazione tedesca Sea-Watch. “Ci finanziamo interamente con donazioni” in media ben al di sotto dei 100 euro.

“Abbiamo creato il nostro gruppo per rispondere all‘obbligo morale e legale di salvare vite”, spiega Sophie Beau, cofondatrice di SOS Mediterranee che copre i costi della nave Aquarius grazie a donazioni mediamente di circa 170 euro.

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