15 febbraio 2017 / 13:08 / tra 8 mesi

Mediaset non prevede esuberi, parteciperà a gare diritti calcio

MILANO (Reuters) - Non sono previsti esuberi di personale né chiusure di sedi a Mediaset, che parteciperà alle prossime aste per i diritti tv del campionato di calcio di Serie A e della Champions’ League, pur con un approccio opportunistico.

L'Ad di Mediaset Pier Silvio Berlusconi al quartier generale di Cologno Monzese, vicino Milano. REUTERS/Stefano Rellandini

E’ quanto ha detto il Cfo dell‘azienda Marco Giordani in un incontro chiesto dai segretari nazionali dei sindacati unitari del settore informazione, che hanno chiesto spiegazioni sui 123 milioni di tagli annunciati al mercato a gennaio nel piano quadriennale.

“Non sono previsti esuberi né chiusure di siti produttivi. Questo tema non è sul tavolto. Hanno confermato che parteciperanno alle prossime aste dei diritti del calcio”, ha detto Pierpaolo Mischi, segretario generale Uilcom a Reuters.

Indiscrezioni stampa la scorsa settimana indicavano un maxi piano di esuberi, con 500 fra giornalisti e impiegati che dovrebbero lasciare il gruppo e il trasferimento del TG5 da Roma a Milano. Anche su questo punto i vertici del Biscione non hanno fatto alcun annuncio. Domani è prevista un‘assemblea dei giornalisti Mediaset.

Mischi, che ha preso parte all‘incontro, ha poi aggiunto che l‘azienda ha ribadito l‘approccio “opportunistico” alle prossime gare. Anche perché, nel piano presentato agli analisti a Londra, lo scenario base prevede che la pay tv Premium possa proseguire anche senza calcio.

Le aste dei diritti di campionato e Champions League dovrebbero tenersi in primavera ma secondo Mischi per la Serie A potrebbe esserci uno slittamento a settembre.

Di fatto uno scenario che potrebbe prefigurasi, qualora Mediaset non riuscisse a ottenere i diritti, sarebbe quello di affittare o vendere i canali o la piattaforma a chi non ce l‘ha.

“Ci è stato detto che i 123 milioni di tagli saranno sui quattro anni e solo una parte riguarda il costo del lavoro”, aggiunge il sindacalista. In altri termini, si tratterebbe di un risparmio sui diritti del calcio oltre alla razionalizzazione di alcune sedi, come quella già in via di conclusione di Palazzo dei Cigni a Milano 2. I vertici del gruppo editoriale hanno, infine, sottolineato che i quattro centri di produzione di Milano e Roma non saranno ridimensionati.

I sindacati hanno auspicato che l‘azienda prosegua nel solco della tradizione condividendo con le organizzazioni dei lavoratori eventuali processi di riorganizzazione, se ci saranno.

(Giancarlo Navach)

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