14 febbraio 2017 / 13:25 / tra 10 mesi

Francia, Germania e Italia chiedono nuove regole investimenti esteri in Ue

PARIGI (Reuters) - Francia, Germania e Italia hanno chiesto alla Commissione europea di ripensare le regole per gli investimenti stranieri nell‘Unione, preoccupati che il know-how tecnologico sia fatto trapelare all‘estero.

È quanto si legge in una lettera congiunta dei tre Paesi che Reuters ha potuto vedere.

I ministri dell‘Economia di Francia e Germania e il ministro dello Sviluppo italiano sollevano preoccupazioni sul fatto che un crescente numero di investitori non europei stia facendo acquisti massicci di tecnologie Ue per obiettivi strategici nei loro Paesi di origine.

Di contro, soggetti europei si trovano davanti barriere quando decidono di investire fuori dell‘Unione, dicono i ministri nella lettera al commissario al Commercio, Cecilia Malmstrom.

“Di conseguenza, siamo preoccupati per la mancanza di reciprocità e per il rischio che siano svendute expertise europee, che non possiamo al momento contrastare con strumenti efficaci”.

I tre ministri sono del parere che la Commissione dovrebbe riesaminare la normativa che permette a uno Stato membro di bloccare del tutto un investimento dall‘estero o sottoporlo a condizioni.

“Il diritto comunitario riconosce il diritto di proibire un investimento straniero se minaccia la sicurezza pubblica o l‘ordine pubblico”, spiega la lettera che suggerisce la necessità di introdurre “protezioni aggiuntive”.

Gli Stati membri dovrebbero quindi poter tirare in ballo il principio di reciprocità in tutti casi in cui gli investitori Ue hanno accesso limitato ai mercati di Paesi non europei.

Mentre la Francia ha avuto per lungo tempo una politica di controllo sulle acquisizioni straniere, anche in Germania ora ci si sta muovendo nella stessa direzione in seguito ai recenti investimenti cinesi, secondo quanto riferisce una fonte del ministero dell‘economia tedesco.

In Italia il governo sta preparando misure anti scalata da inserire nella legge sulla concorrenza, che dovrebbe essere licenziata dal Parlamento entro marzo.

L‘elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti ha contribuito ad alimentare il cambio di prospettiva, spiega la fonte escludendo che lo scopo della lettera sia proporre barriere protezionistiche.

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