14 febbraio 2017 / 09:09 / tra 8 mesi

Italia chiude 2016 con crescita vicino 1%, stesso ritmo quest'anno

Un'operaia a lavoro in un'industria nei pressi di Biella . REUTERS/Giulia Segreti

MILANO/ROMA (Reuters) - L‘Italia ha archiviato il 2016 con una crescita economica vicina all‘1%, che secondo gli economisti rappresenta una soglia oltre la quale difficilmente il Pil riuscirà a spingersi quest‘anno.

Nel dettaglio, il 2016 si è chiuso con una crescita di 0,9%, secondo la stima preliminare Istat sui dati trimestrali grezzi, poco oltre le attese del governo che ufficialmente puntava a +0,8% dopo +0,7% del 2015.

Corretto per gli effetti di calendario, nel 2016 (che ha registrato due giornate lavorative in meno rispetto al 2015) il Pil è cresciuto dell‘1%. Resta il gap con la zona euro, che nel 2016 è cresciuta di 1,7%, mentre l‘economia tedesca è cresciuta di 1,9%, il tasso più sostenuto degli ultimi cinque anni.

Tornando all‘Italia, a sostenere l‘espansione dell‘attività economica è stata l‘industria, che ha mostrato una dinamica della produzione decisamente migliore delle attese negli ultimi mesi del 2016.

Pochi i margini di accelerazione dell‘economia italiana per quest‘anno. Del resto, nell‘aggiornamento delle previsioni economiche reso noto ieri dalla Commissione Ue la crescita per l‘anno in corso risulta la meno brillante in Europa e viene indicata allo 0,9%, contro 1% della proiezione del governo.

Il premier Paolo Gentiloni, subentrato a Matteo Renzi dopo la sconfitta al referendum costituzionale a dicembre, dal suo profilo Twitter parla di dati incoraggianti e sottolinea come l‘esecutivo sia determinato a proseguire sulla strada delle riforme.

Le stime del Pil, commenta il ministro dell‘Economia Pier Carlo Padoan, danno ragione ad una politica economica fatta di attenzione ai conti, riforme, sostegno a investimenti privati e investimenti pubblici.

Più cauti i commenti degli addetti ai lavori. “Mancano oggettivamente degli argomenti che possano sostenere previsioni per un‘accelerazione significativa”, commenta Paolo Pizzoli, economista di Ing.

Secondo i numeri diffusi da Istat, a perimetro trimestrale il Pil è cresciuto di 0,2%, in linea alle attese, nel periodo ottobre-dicembre dopo +0,3% segnato nel terzo trimestre. A perimetro annuo, la crescita è stata di 1,1%, il massimo da cinque anni e mezzo, registrato comunque già a luglio-settembre dopo una revisione al rialzo di un decimo di punto.

“La crescita italiana l‘anno prossimo sembra destinata a mantenere un profilo medio dell‘ordine dello 0,2% trimestrale”, prosegue l‘economista. Ing per il 2017 stima una crescita del Pil italiano di 0,8%, così come UniCredit e Barclays. Più ottimista Intesa Sanpaolo, che proietta un‘espansione di 1%.

In attesa dello spaccato delle componenti, che verrà diffuso all‘inizio di marzo, Istat anticipa che la crescita congiunturale è il risultato di un aumento del valore aggiunto nei settori dell’industria e dei servizi e di un calo di quello dell‘agricoltura.

Dal lato della domanda, prosegue Istat, ha contribuito positivamente la componente interna, al lordo delle scorte, con un apporto invece negativo della componente estera netta.

“L‘idea è che la domanda domestica continui a fornire supporto, con un contributo più significativo da parte degli investimenti, anche grazie agli incentivi contenuti nella legge di Stabilità”, prevede Loredana Federico di UniCredit.

L‘incognita principale deriva dall‘incerta evoluzione dello scenario politico in Italia ed in Europa.

In Francia e in Germania si voterà, in una fase in cui gli elettorati mostrano una predilezione per le forze euroscettiche ed antiestablishment. Non sono del tutto escluse le elezioni anticipate in Italia, anche se i commentatori vedono il ritorno alle urne più lontano dopo le decisione del Pd di andare al congresso.

“Complessivamente, stiamo osservando una graduale normalizzazione del contesto economico, anche se il messaggio positivo di una ripresa della crescita viene oscurato da elementi di incertezza politica. Bisogna capire fino a che punto la prima sarà inficiata dalla seconda”, commenta Federico.

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