13 febbraio 2017 / 15:32 / 8 mesi fa

Pd, Renzi a direzione: "Si chiude ciclo", congresso prima del voto

Matteo Renzi arriva alla direzione del Pd a Roma. REUTERS/Alessandro Bianchi

ROMA (Reuters) - Il Pd si avvia ad anticipare il congresso rispetto alla scadenza di dicembre, in una prova di forza voluta oggi dal segretario Matteo Renzi per confermare la propria leadership, mentre la minoranza minaccia da settimane la scissione ed è contraria ad accelerare i tempi dell‘assise.

“Facciamo il congresso. Torniamo alla politica, a fronte di quello che sta avvenendo fuori di qui, a fronte delle speranze che il Pd suscita, noi vi aspettiamo lì”, ha detto Renzi aprendo la direzione del partito. “Si chiude un ciclo”.

La proposta è stata votata stasera a larga maggioranza, al termine di una discussione di oltre quattro ore.

Sabato o domenica prossimi si terrà l‘Assemblea nazionale che dovrà fissare l‘avvio dell‘iter congressuale e probabilmente anche la data delle primarie. Per anticipare il congresso, lo statuto del Pd richiede le dimissioni del segretario, che potrebbero arrivare nel corso dell‘assemblea.

L‘ex premier ha anche detto che l‘anticipazione del congresso non è legata alle possibili elezioni anticipate: “Il congresso del Pd non si fa per decidere la data delle elezioni”.

“Da qui a un anno prima o poi si dovrà votare, io vi dico: facciamoci trovare pronti quando arriverà”, ha aggiunto Renzi, confermando la fiducia al governo di Paolo Gentiloni.

Per Renzi sarebbe “irrispettoso” voler imporre una data per le elezioni al presidente della Repubblica o al Parlamento, ma l‘ex premier preferirebbe votare presto, convinto che il Pd abbia ancora il 40% raccolto alle europee del 2014, cioè la soglia necessaria a far scattare il premio di maggioranza con la legge elettorale uscita dalla sentenza della Consulta.

Con la decisione di anticipare il congresso, Renzi sembra voler confermare la propria leadership, dopo la sconfitta al referendum costituzionale di dicembre, ed evitare di restare prigioniero delle correnti del Pd: “Io non sarò mai il custode di un caminetto, il garante di un patto tra correnti”, ha detto.

Michele Emiliano, presidente della Puglia ed ex magistrato, che fa parte della minoranza Pd, è tornato a ripetere oggi che un congresso ad aprile potrebbe favorire la scissione e si è candidato come nuovo segretario.

Renzi è anche intervenuto sul governo (davanti al premier Gentiloni e al ministro dell‘Economia Pier Carlo Padoan, presenti alla riunione) per chiedere che la correzione dell‘indebitamento chiesta dalla Commissione Europea avvenga senza aumento di accise, come ipotizzato dall‘esecutivo nella lettera a Bruxelles.

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