10 febbraio 2017 / 15:44 / tra 10 mesi

INTERVISTA- Gozi: Italia spera che vertice Roma rilanci l'Unione europea

ROMA (Reuters) - Il mese prossimo i leader europei rinnoveranno a Roma il loro impegno nei confronti della Ue, in un momento difficile per il blocco dei 27, consapevoli che in futuro non tutti i Paesi procederanno alla stessa velocità.

Lo ha detto il sottosegretario agli Affari Europei, Sandro Gozi.

Il 60esimo anniversario del Trattato di Roma, che ha gettato le basi per l‘integrazione europea, sarà celebrato nella capitale il 25 marzo con un documento che dovrebbe sancire l‘impegno per una nuova prospettiva dell‘Unione.

Organizzato in origine come un momento celebrativo, l‘appuntamento è stato caricato di significato da una serie di eventi che hanno messo a dura prova la tenuta dell‘Unione, come il voto shock della Brexit, i ripetuti traumi finanziari, il flusso dei migranti e il crescente populismo.

“Se si va avanti nello status quo, c‘è da dubitare sul futuro dell‘Europa”, ha detto Gozi in una intervista a Reuters.

“Dobbiamo riaffermare che vogliamo essere una comunità di 27 nazioni. Ma è anche il momento di riconoscere che possiamo tutti avere livelli differenti di ambizioni politiche”.

Questo significa che alcuni Paesi europei, in particolare i sei fondatori Francia, Italia, Germania, Belgio, Lussemburgo e Olanda spingeranno per una più stretta integrazione anche se alcuni dei loro alleati potrebbero non seguirli.

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha fatto da apripista quando a Malta, la scorsa settimana, ha dichiarato che “ci sarà una Unione europea con differenti velocità, non tutti prenderanno parte allo stesso livello di integrazione”.

In Italia le parole della Merkel sono state viste come un esplicito sostegno all‘Europa a più velocità, tanto che il documento del summit, in via di definizione, dovrebbe far riferimento al tema.

“Vogliamo avere un cuore centrale condiviso da tutti e poi specifiche politiche in cui alcuni Paesi possono progredire senza che altri impongano veti”, ha detto Gozi, vicino all‘ex premier Matteo Renzi.

In verità, da molti anni l‘Europa ha già funzionato su differenti livelli. Ad esempio non tutti hanno aderito alla moneta unica o all‘accordo di Schengen.

Per Gozi, si possono ipotizzare diversi livelli di integrazione anche per la difesa e la sicurezza, con alcuni Paesi più interessati a integrare maggiormente le rispettive forze armate per renderle più efficienti.

“La spesa dell‘Europa per la sicurezza è il 50% di quella degli Stati Uniti, ma la nostra efficienza militare è il 10% di quella americana”, dice Gozi. “Dobbiamo assolutamente migliorarla”.

“Con l‘uscita del Regno Unito, la Ue probabilmente potrà muoversi più facilmente verso una maggiore cooperazione in questo campo”, ha detto Gozi riferendosi alla riluttanza di Londra a una maggiore collaborazione nella difesa europea.

Il Regno Unito dovrebbe far partire entro febbraio i negoziati formali per il divorzio dall‘Unione europea e l‘Italia ha chiesto che questo non accada a ridosso del vertice del 25 marzo, al quale la premier britannica Theresa May non parteciperà.

“Il Regno Unito ha preferito non venire. Li abbiamo sentiti. Sono parte della storia ma non saranno parte del futuro”, ha detto Gozi.

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