9 febbraio 2017 / 15:55 / tra 9 mesi

Pd, ipotesi congresso anticipato, tensioni in vista direzione lunedì

ROMA (Reuters) - A quattro giorni dalla direzione del Pd, in cui il segretario Matteo Renzi dovrebbe dare indicazioni sulla nuova legge elettorale da sostenere, il partito continua a dividersi tra chi cerca soluzioni per anticipare il voto e chi sostiene l‘utilità di aspettare la fine della legislatura.

Matteo Renzi nel dicembre 2013, appena eletto segretario del Pd. Foto del 9 dicembre 2013. REUTERS/Max Rossi

Alcuni parlamentari renziani hanno proposto oggi di anticipare il congresso del Pd, previsto per fine anno, mentre la minoranza interna invece frena. Ieri un gruppo trasversale di senatori democratici ha infatti diffuso un appello per sostenere il governo Gentiloni e non andare a elezioni anticipate a giugno.

Intanto, la Corte Costituzionale oggi è riunita per redigere le motivazioni della sentenza di fine gennaio sulla legge elettorale, riferisce una fonte vicina ai giudici.

Il documento dovrebbe essere diffuso entro lunedì 13 febbraio, giornata in cui si riunirà la direzione Pd.

Per quella data Renzi ha promesso un “chiarimento” interno, estendendo la riunione anche a parlamentari e ai segretari provinciali. In precedenza aveva anche annunciato che avrebbe presentato una propria proposta per il nuovo sistema elettorale.

Oggi una serie di esponenti vicini a Renzi, a partire dalla vice capogruppo Pd alla Camera, Alessia Morani, hanno rivolto su Twitter un appello al segretario per fare subito il congresso di partito, che da statuto dovrebbe tenersi invece a dicembre 2017.

La richiesta della “conta” interna arriva dopo che ieri l‘ex segretario Pier Luigi Bersani ha chiesto di fare il congresso solo dopo che sia stata varata una nuova legge elettorale e di andare alle elezioni nel 2018. Renzi sostiene invece che si debba votare a giugno.

Per anticipare la data del congresso Pd, Renzi dovrebbe dimettersi anticipatamente dall‘incarico. I suoi sostenitori sono convinti però che goda di un‘ampia maggioranza e che dunque possa vincere di nuovo, imponendo la sua linea al partito.

La lettera di sostegno al governo Gentiloni, firmata ieri da una quarantina di senatori dem che appartengono a varie correnti del partito, segnala però che la maggioranza che ha sostenuto fin qui Renzi è meno compatta di prima.

(Massimiliano Di Giorgio)

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