3 febbraio 2017 / 11:08 / tra 8 mesi

Cina non vuole una "guerra valutaria" dopo critiche Trump su yuan

PECHINO (Reuters) - La Cina sostiene di non avere mai usato l‘arma della valuta per trarre un vantaggio nel commercio e non sta cercando “una guerra valutaria” dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha accusato Pechino di danneggiare società e consumatori americani con la svalutazione dello yuan.

Nel corso della campagna elettorale, Trump ha minacciato di imporre dazi punitivi contro la Cina con l‘obiettivo di ridurre il deficit commerciale Usa e martedì scorso il presidente Usa è tornato a criticare Giappone e Cina, dicendo che i due partner chiave del commercio con gli Usa stavano svalutando le loro valute.

Il portavoce del ministro degli Esteri cinese Lu Kang ha detto che i problemi degli scambi commerciali fra Cina e Stati Uniti dovrebbero essere risolti attraverso colloqui.

“la Cina non ha mai e non userà mai una guerra valutaria per trarre vantaggio nel commercio o per aumentare la competitività nel commercio”, ha detto ai giornalisti Lu.

“Non abbiamo intenzione di combattare una guerra valutaria. In una prospettiva a lungo termine non c‘è un beneficio per la Cina”, ha aggiunto.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below