1 febbraio 2017 / 15:20 / tra 10 mesi

Tv, redditività in calo tra 2011 e 2015, ma mercato in recupero

MILANO (Reuters) - La redditività dei cinque maggiori operatori televisivi italiani - Rai, Mediaset, Sky Italia, La7 e Discovery Italia cui fa capo oltre il 90% dei ricavi totali televisivi nazionali - è in continua discesa nel quinquennio 2011-2015, registrando perdite accumulate di 0,9 miliardi.

La gran parte delle perdite si registra in casa Rai (453 milioni fra 2011 e 2015), ma non se la passa bene anche La7, che ha sempre chiuso in rosso il quinquennio cumulando perdite nette per 398 milioni. Trascurabili le perdite nette di Mediaset (-25 milioni), mentre gli unici a chiudere in nero sono Discovery (12 milioni) e Sky Italia (5 milioni).

E’ quanto emerge dal ‘Focus del centro Ricerce e Studi sul settore TV 2011-2016’ di Mediobanca, che analizza i maggiori operatori del comparto televisivo italiano.

Di fatto, si tratta di un settore saturo composto da un‘offerta di oltre 250 canali in chiaro e a pagamento. Con il digitale terrestre sono stati lanciati nuovi canali che registrano share molto bassi, facendo di quello italiano un mercato molto competitivo. E negli ultimi cinque anni tutti i settori hanno registrato una marginalità molto bassa, sottolinea R&S nello studio.

Nell‘arco temporale 2011-2015, il fatturato aggregato è caduto del 13,5%, penalizzato soprattutto dalla flessione della raccolta pubblicitaria (-25%), perdendo complessivamente 1,4 miliardi di ricavi in cinque anni. L‘insieme dei ricavi televisivi nel 2015 si attesta sugli 8,9 miliardi di euro (di cui 1 miliardo all‘estero, essenzialmente in Spagna), dopo essersi mantenuto attorno ai 9-10 miliardi nel triennio 2011-2013, rileva lo studio R&S.

A partire dal 2015 si inizia a registrare un leggero cambio di tendenza: con un incremento dei ricavi per i cinque maggiori operatori televisivi italiani (+1,4%) dopo anni di continua flessione (-2,9% nel 2014, -3,9% nel 2013 e -6,9% nel 2012); è in ripresa la raccolta pubblicitaria (+2,4%), mentre i servizi a pagamento (abbonamenti e pay per view) hanno subìto una contrazione (-1,7%).

Una tendenza che è proseguita anche nel 2016, secondo i primi dati sui nove mesi relativamente ai ricavi, come segnala Mediobanca nello studio: Mediaset registra un incremento del 6,2%, Cairo +1,4%. Nel primo semestre che si è chiuso a dicembre scorso, anche Sky ha registrato un +4%. Per quanto riguarda la Rai, invece, nel primo semestre il canone sale da 816 a 931 milioni (+14,1%).

Complessivamente il principale gruppo televisivo italiano si conferma Mediaset con ricavi 2015 pari a 3,436 miliardi (incluso anche il miliardo realizzato con Mediaset Espana), seguito da Sky Italia con 2,701 miliardi e dalla Rai (2,464 miliardi). Seguono Discovery Italia con 195 milioni e La7 con 102 milioni.

Dati che collocano l‘Italia al quarto posto rispetto ai principali competitor europei nel settore pubblico. Saldamente in testa è la Bbc (che non si finanzia con la pubblicità) con ricavi pari a 6,576 miliardi nel 2015, seguita dal gruppo Ard (Germania) con 5,676 miliardi, France televisions (3,020 miliardi) e Rai (2,464 miliardi).

Bbc e Rai possono vantare i bilanci più trasparenti, scaricabili anche dal sito, mentre fanalino di coda è la Germania, conclude lo studio di Mediobanca.

(Giancarlo Navach)

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