31 gennaio 2017 / 09:59 / 10 mesi fa

Tasso disoccupazione risale a 12% in dicembre, 2016 chiude a 11,7%

ROMA/MILANO (Reuters) - Il mercato del lavoro italiano ha archiviato il 2016 con un preoccupante picco del tasso di disoccupazione, che in dicembre ha rivisto la soglia del 12%, il massimo da un anno e mezzo.

Un disoccupato durante una manifestazione a Roma, nell'aprile 2012. REUTERS/Tony Gentile

Un numero peggiore della mediana delle attese degli analisti interpellati da Reuters in un sondaggio, che prospettava un marginale calo a 11,8% da 11,9% di novembre, poi rivisto al rialzo a 12%. Ai massimi da giugno 2015 anche la disoccupazione giovanile, attestatasi a dicembre a 40,1%.

In media, l‘anno scorso ha registrato un tasso di disoccupazione di 11,7%, solo in lieve calo rispetto al 2015, chiuso a 11,9%.

Le prospettive per il 2017 sono poco brillanti anche per la fine degli sgravi contributivi per le nuove assunzioni permanente riformate dal Jobs Act, che ha reso più semplice e meno oneroso il licenziamento individuale.

“C‘è da attendersi un calo molto modesto o una sostanziale stabilità”, prevede Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo.

Nell‘intera zona euro a dicembre il tasso di disoccupazione è sceso a 9,6% da 9,7 di novembre.

CRESCITA OCCUPATI A TEMPO SUPERIORE A PERMANENTI

Tornando alle cifre Istat, in un anno gli occupati sono aumentati di 242.000 unità. La crescita tendenziale è attibuibile ai lavoratori dipendenti, saliti di 266.000 unità, la maggiore parte dei quali, ovvero 155.000, a termine, nonostante gli sgravi contributivi in vigore per tutti i 12 mesi per le assunzioni a tempo permanente. Nello stesso periodo i disoccupati sono aumentati di 144.000 unità, mentre gli inattivi sono scesi di 478.000.

Proprio il calo della componente inattiva -- ovvero di quanti non hanno un lavoro e non cercano attivamente un impiego -- è il fattore che ha contribuito a far lievitare di più il tasso di disoccupazione. L‘uscita dall‘inattività si traduce nell‘ingresso della platea dei disoccupati, in uno contesto di ripresa economica che resta moderato.

Nella attese del governo l‘anno prossimo l‘economia dovrebbe crescere di 1% dopo lo 0,9% con cui dovrebbe essersi chiuso il 2017. Le incognite però non mancano e sono in buona parte di natura politica.

Dopo la sconfitta al referendum costituzionale del 4 dicembre, Matteo Renzi ha lasciato Palazzo Chigi dove ora siede Paolo Gentiloni, impegnato in un difficile negoziato con l‘Europa che chiede di correggere il deficit strutturale previsto dalla legge di Bilancio 2017 di 3,4 miliardi.

Una partita che s‘intreccia con il fitto calendario elettorale di quest‘anno, che comprende Francia e Germania e potrebbe vedere aggiungersi l‘Italia con un anno di anticipo, in una fase politica di crescente consenso per le forze euroscettiche ed anti-establishment.

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