27 gennaio 2017 / 10:40 / un anno fa

ECONOMICA - Inflazione verso balzo a gennaio, ma non durerà a lungo

MILANO (Reuters) - Inflazione tedesca che sale al 2%, inflazione italiana -- reduce da una media 2016 negativa -- che si avvicina all‘1.

A fine gennaio si presenterà uno scenario dei prezzi al consumo europei come non si vedeva da tempo.

In Germania è stata la Bundesbank a sottolineare che la ripresa dei prezzi dei prodotti petroliferi potrebbe spingere l‘indicatore dei prezzi al 2%, leggermente al di sopra quindi del‘obiettivo Bce [nL5N1FD2FB].

    Anche l‘ascesa dei prezzi italiani, rispetto al +0,5% annuo del mese di dicembre, sarà trainata dall‘aumento dei prezzi dell‘energia. Da gennaio, ha annunciato l‘Authority, il rialzo delle tariffe del gas sarà del 4,7%, quello dell‘elettricità dello 0,9%. A gennaio 2016 le tariffe del gas erano diminuite del 3,3%, quelle elettriche dell‘1,2%. Non peseranno invece sul nuovo dato complessivo gli aumenti dei pedaggi autostradali che per il 2017 sono in linea con quelli visti 12 mesi prima.

    A contenere il rialzo del tasso di inflazione italiano rispetto a dicembre saranno i prezzi di viaggi aerei, hotel e ristoranti che scenderanno dopo il rialzo congiunturale di dicembre grazie alle festività di inizio mese e natalizie.

   

    LE RICHIESTE TEDESCHE

    Il nuovo scenario, a seconda dell‘angolo di visuale, si offre a considerazioni non univoche.

    Visto da Berlino, il raggiungimento, almeno a livello tedesco, dell‘obiettivo di Draghi non può che ravvivare le richieste di una politica monetaria della Bce meno espansiva.

Il programma di quantitative easing e i tassi di interesse negativi sono una parentesi necessaria e distorsiva che deve essere chiusa al più presto per tornare a un mondo normale in cui i soggetti che investono in attività sicure, a partire da fondi pensione e assicurazioni tedesche, devono trovare adeguata remunerazione e non anomale penalizzazioni.

La risposta preventiva di Mario Draghi è giunta settimana scorsa. Il presidente della Bce ha invitato i tedeschi alla pazienza, spiegando che quando gli indici di inflazione saranno in crescita stabile, la politica monetaria tornerà tradizionale.

E i valori di gennaio non sono destinati a durare che qualche mese.

Gli economisti, infatti, sottolineano che sino a marzo/aprile gli indici sconteranno al rialzo un effetto base: il basso livello dei prezzi dell‘energia nei primi mesi del 2016, alla luce della successiva tendenza alla crescita che sta tuttora continuando, favorisce una variazione positiva nei primi mesi di quest‘anno. A livello annuo lo staff della Bce vede il tasso di inflazione 2017 della zona euro all‘1,3% -- a 1,4% la stima del recente sondaggio Reuters [nL4N1F041S] -- ancora lontano dall‘obiettivo della banca centrale.

   

    ITALIA VERSO RIDUZIONE DIFFERENZIALE CON ZONA EURO

    L‘Italia, dopo essersi lasciata alle spalle l‘andamento più basso dei prezzi da oltre 50 anni, ha davanti a sè, in base alle stime degli analisti, un andamento dei prezzi più vicino a quello della zona euro.

    Nell‘anno in corso, secondo le recenti stime di Ref, il tasso di inflazione dovrebbe attestarsi all‘1,1%, non più così lontano dal resto dell‘Europa.

    Anche in questo caso il rialzo dei primi mesi si affievolirà in quelli successivi. “Mi aspetto un picco dell‘1,5% in aprile”, commenta Paolo Mameli di Intesa Sanpaolo.

    Si tratterà in buona parte di inflazione importata. La domanda interna è attesa in rallentamento, mentre il rialzo dei prezzi energetici avrà i suoi effetti su beni importati e prodotti delle imprese energy-intensive.

    La parziale ripresa dei prezzi avrà poi un impatto positivo sul denominatore del rapporto debito/pil, che nel 2016 ha sofferto anche per il mancato contributo dell‘inflazione al Pil nominale. Ma, secondo le previsioni di istituzioni e centri studi, non basterà a fermarne l‘ulteriore crescita.

   

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