20 gennaio 2017 / 14:18 / 9 mesi fa

Pil 2016 +0,9%, deficit/Pil sotto target 2,4%, dice Bankitalia

ROMA (Reuters) - L‘Italia ha chiuso il 2016 con un deficit “lievemente inferiore” al 2,4% del Pil indicato dal governo mentre il tasso di crescita dell‘economia, tenuto conto del numero di giorni lavorativi, sarebbe pari a +0,9% sia nel 2016 sia nel 2017.

Le stime aggiornate sono della Banca d‘Italia e suggeriscono che il debito pubblico, in rapporto al prodotto interno lordo, abbia registrato nel 2016 un “incremento inferiore a mezzo punto percentuale”, quindi sopra quota 133% e a fronte del 132,8% previsto dall‘esecutivo.

Sulla base delle informazioni disponibili, Bankitalia prevede che il Pil sia continuato a crescere nel quarto trimestre 2016 “a un ritmo contenuto, stimabile intorno allo 0,2%”, spiega il bollettino economico.

Gli indicatori prospettici “sono coerenti con la prosecuzione di una moderata espansione dell‘attività economica anche nel primo trimestre di quest‘anno”.

Lo scenario previsivo indica un Pil in crescita media dell‘1% all‘anno nel triennio 2017-2019.

In particolare, il tasso di crescita sarebbe pari a +1,1% sia nel 2018 sia nel 2019, anno nel quale il livello del prodotto “sarebbe inferiore di circa quattro punti percentuali rispetto al 2007”.

L‘inflazione, secondo gli operatori professionali censiti in gennaio da Consensus Economics, risalirà nel 2017 a quota +0,9% dal -0,1% del 2016, restando comunque al di sotto di quella attesa per il complesso dell‘area euro.

È proseguito in autunno anche il recupero di competitività, nell‘ordine di mezzo punto percentuale rispetto al periodo precedente.

Secondo Bankitalia dalla fine del 2014 le imprese italiane hanno cumulato un guadagno di competitività pari al 2,5% per effetto, in pari misura, del deprezzamento dell‘euro e della più favorevole dinamica dei prezzi relativi delle nostre esportazioni.

“Il recupero è stato di poco inferiore a quello osservato per le imprese francesi (2,9), mentre è stato più forte rispetto a quello registrato dalle aziende tedesche e spagnole (1,3 e 1,2, rispettivamente) per le quali ha pesato una più forte inflazione all‘origine”.

Nell‘ultimo trimestre del 2016 l‘attività manifatturiera sarebbe cresciuta dello 0,7%, un ritmo inferiore rispetto a quello registrato nei mesi estivi (1,3%). Nel complesso del 2016 avrebbe segnato un nuovo incremento, prossimo all‘1%, sostenuto dai comparti dei beni di investimento e intermedi.

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