13 gennaio 2017 / 11:58 / tra 10 mesi

ECONOMICA - Export Italia 2017 meglio di import, anche grazie a effetto Trump

MILANO (Reuters) - Nell‘anno appena iniziato le esportazioni, storico traino della crescita italiana anche se non negli ultimi anni, torneranno ad aumentare più delle importazioni.

    A sostenere questa inversione di tendenza, che avrà una ricaduta positiva sul Pil, saranno principalmente due tendenze: da un lato la ripresa del commercio internazionale reduce da un anemico 2016 sosterrà l‘export, dall‘altro le attese di un raffreddamento dei consumi delle famiglie e della spesa della pubblica amministrazione che si tradurranno in una minore spinta all‘acquisto di beni esteri.

Nella graduatoria mondiale l‘Italia, decimo paese esportatore nel 2015, potrebbe aver risalito una posizione già nel 2016 a danno della Gran Bretagna, penalizzata negli ultmi mesi dalla debolezza della sterlina.

In tema di scambi internazionali, che comunque rimarranno sotto i livelli visti nei primi anni Duemila, si attende in primo luogo il contributo della domanda interna Usa, sostenuta dagli stimoli fiscali del nuovo presidente Donald Trump. Le maggiori importazioni Usa avvantaggeranno in particolare i paesi dell‘area euro come l‘Italia che beneficeranno della debolezza della valuta unica nei confronti del dollaro, atteso ancora più forte dopo l‘esito delle presidenziali Usa.

Per l‘export italiano, che globalmente quest‘anno si dovrebbe attestare oltre i 450 miliardi di euro, gli Stati Uniti rappresentano il terzo mercato di sbocco.

    Più incerto il contributo dei paesi emergenti all‘export itailano dopo il negativo 2016. Il modello di sviluppo dei paesi asiatici, fa notare l‘economista di Ref Fedele De Novellis, si sta spostando su una crescita maggiormente basata sulla domanda interna e con un aumento dei servizi, elementi che riducono il grado di import di merci. D‘altra parte una congiuntura meno critica in gran parte dei paesi emergenti e la ripresa delle quotazioni del greggio potrebbero favorire il potere d‘acquisto degli stessi emergenti.

    Sugli scambi commerciali a livello mondiale, poi, pesa il moltiplicarsi di posizioni protezionistiche dopo anni di netta prevalenza della deregolamentazione. Lo stesso Trump nel suo programma elettorale ha preannunciato l‘introduzione di tariffe per limitare l‘importazione negli Usa di prodotti asiatici.

    Il quadro globale rimane comunque nel suo complesso positivo per l‘Italia come indicato dalle previsioni di rafforzamento della crescita delle esportazioni. Per Prometeia aumenteranno del 2,9% rispetto al 2,2% delle importazioni, per Ref del 3,0% contro il 2,5% dell‘import. In direzione contraria alle stime dei centri studi indipendenti le previsioni del Tesoro che vedono le importazioni a +3,6%, contro il +2,5% dell‘export, sullla base di stime ottimistiche per i consumi interni..

    Rimane il nodo della produttività. Il 40% dell‘export italiano finisce nei paesi della zona euro, per metà in Francia e Germania, i due maggiori paesi per import dall‘Italia. Qui le ragioni di scambio non hanno alcuna influenza, conta la sola competitività. 

    Secondo gli esperti, l‘Italia potrà contare su una migliorata comparazione in tema di costo del lavoro.

    “I salari sono attesi piuttosto fermi, complice l‘assenza di inflazione che limita gli aumenti dei rinnovi contrattuali. Nel 2017 per l‘industra ci aspettiamo un costo del lavoro per unità di prodotto in calo”, commenta Stefania Tomasini a capo dell‘area macro di Prometeia.

    Ma accanto a questo ci dovrà essere un aumento della produttività. “Anche l‘apertura di un gap di crescita salariale rispetto alla Germania non pare modificare molto la competitività in termini di costi, data la minore crescita della produttività dell‘industria italiana rispetto alla Germania” dice De Novellis.

   Ancora una volta la sfida per l‘imprenditoria italiana per recuperare produttività passa attraverso più investimenti e maggiore ricerca e sviluppo per l‘innovazione. Scelte che non danno risultati immediati ma che rimangono imprescindibili per accrescere le proprie posizioni sui mercati esteri.

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