5 gennaio 2017 / 13:36 / un anno fa

Immigrati, respingimenti più efficaci e mini-Cie nel piano Minniti

ROMA (Reuters) - Respingimenti degli immigrati irregolari più efficaci, un‘accoglienza dei richiedenti asilo diffusa e un sistema dei Cie rinnovato: ruoterà intorno a questi punti il piano sull‘immigrazione del ministro dell‘Interno, Marco Minniti.

Migranti accolti sulle coste siciliane a Pozzallo. REUTERS/Yannis Behrakis

“Intendo presentare una proposta organica e complessiva al Parlamento”, ha detto Minniti a Palazzo Chigi presentando il lavoro di una commissione sull‘estremismo jihadista.

“No all‘equazione fenomeni migratori-minaccia terroristica”, ha detto il premier Paolo Gentiloni.

Il titolare del Viminale questa settimana è stato a Tunisi e presto si recherà a Tripoli per stringere accordi con i Paesi di origine dei flussi migratori per accelerare i respingimenti degli irregolari.

“Il problema va affrontato lì: Libia, Niger, Sudan, Tunisia”, ha detto Minniti, ricordando che una volta decretato il respingimento non può essere immediato perché “il Paese che deve accogliere ha bisogno di tempo”.

Nei giorni scorsi il leader della Lega, Matteo Salvini, si è detto favorevole a espulsioni di massa e chiusura dei centri mentre secondo il M5s il sistema dei Cie alimenta “sprechi, illegalità e mafie”.

Contrari anche presidenti di Regione compresi alcuni del Pd, partito di Minniti.

“PICCOLI NUMERI, ACCOGLIENZA DIFFUSA”

Minniti vuole cambiare il sistema dei Centri di identificazione ed espulsione (Cie), attualmente 10 di cui 4 attivi: “Non avranno nulla a che fare con quelli del passato, non c‘entrano con l‘accoglienza ma con coloro che sono arrivati alla fine del processo di respingimento”.

“La mia idea è di parlare di piccoli numeri, di non sovraccaricare i territori”, ha proseguito il ministro, che il prossimo 19 gennaio incontrerà sul tema le Regioni.

Minniti ha ricordato l‘accordo firmato dopo il suo insediamento con l‘Anci, l‘associazione dei comuni, per l‘accoglienza diffusa dei richiedenti asilo.

“Un Paese di 60 milioni di abitanti non è in grado di gestire 1.500 posti? Mi sembra difficile”, ha detto Minniti, che conta di poter fare entro fine gennaio un bilancio “di quanto questa accoglienza sia larga rispetto ad ora”.

L‘Italia ha effettuato negli ultimi tre anni 133 espulsioni preventive per motivi di sicurezza. Ma il rischio di radicalizzazione, soprattutto nelle carceri e sul Web, non va sottovalutato, ha sottolineato Minniti.

La proposta che sarà presentata al Parlamento dovrebbe contenere anche novità sul piano giudiziario. Il guardasigilli Andrea Orlando ha pronto da tempo un disegno di legge per snellire la procedura di richiesta di asilo, con sezioni specializzate dei Tribunali e la soppressione dell‘appello in caso di respingimento.

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