29 dicembre 2016 / 16:26 / 10 mesi fa

Italia critica con la Bce per decisione su aumento Mps

ROMA (Reuters) - La Banca centrale europea (Bce) dovrà spiegare al governo le ragioni che l‘hanno spinta a quasi raddoppiare l‘aumento di capitale richiesto al Monte dei Paschi, la banca per la quale si rende necessario un piano di salvataggio da parte dello Stato dopo il fallimento della soluzione di mercato.

Lo hanno detto all‘unisono, con toni inusualmente critici, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il ministro dell‘Economia Pier Carlo Padoan in seguito alla lettera, “di cinque righe e tre numeri”, con cui la Bce ha comunicato di aver alzato a 8,8 dai precedenti 5 i miliardi necessari per Mps.

“E’ importante che le valutazioni siano condivise, che ci sia dialogo, perchè è una vicenda che dobbiamo gestire insieme nei prossimi mesi. Non si può risolvere solo con delle comunicazioni. Noi terremo il punto”, ha detto il capo del governo nella conferenza stampa di fine anno.

Gentiloni, che ha giurato il 12 dicembre, ha varato pochi giorni dopo il suo arrivo a palazzo Chigi un decreto legge per tutelare il risparmio e mettere in sicurezza le banche in difficoltà, con una dotazione di 20 miliardi.

Il primo intervento riguarda Mps che verrà nazionalizzata attraverso una ricapitalizzazione precauzionale con soldi pubblici. Prima dell‘ingresso dello Stato, tuttavia, le regole europee richiedono la conversione forzosa in azioni di 4,2 miliardi circa di obbligazioni subordinate, di cui circa 2 miliardi in mano a 40.000 obbligazionisti retail.

Per questi ultimi il governo ha pensato a uno schema di compensazione.

Il piano, che deve ricevere l‘approvazione dalle istituzioni europee, ha subito un primo scossone con la richiesta della Bce di quasi raddoppiare l‘aumento di capitale previsto per Mps.

I modi e i tempi di reazione della Bce, che in sostanza rende più costosa per Roma l‘operazione di salvataggio, non sono stati apprezzati.

“Non sono abituatissimo, può darsi sia normale, ma a me un po’ ha colpito di avere notizie così, ex abrupto, il giorno di Natale”, ha detto il premier.

SPIEGAZIONI UTILI OLTRE CHE GENTILI

In un‘intervista pubblicata oggi da Il Sole 24 Ore il ministro dell‘Economia Pier Carlo Padoan ha detto che i nuovi target per Mps sono il risultato di una posizione “molto rigida” sul profilo di rischio della banca toscana.

Padoan ha osservato inoltre che “sarebbe stato utile, non dico gentile, avere dalla Bce qualche informazione in più sui criteri con i quali si è arrivati a questa valutazione”.

Da due fonti vicine alla situazione si è appreso che il Tesoro dovrà adesso iniettare circa 6,5 miliardi in Mps, uno sforzo superiore a quanto si riteneva fino a pochi giorni fa. Questo ha sollevato il timore che i 20 miliardi totali stanziati per le altri banche a rischio possano non bastare ma il governo ha ripetuto anche oggi che il fondo sarà sufficiente.

“(Il nuovo ammontare richiesto) non è nulla che metta in discussione la tranquillità del nostro intervento”, ha detto Gentiloni.

Padoan ha detto di aspettarsi che l‘aumento di capitale si realizzi in due o tre mesi.

La Bce non ha fatto commenti sulle ragioni che l‘hanno portata ad aumentare l‘entità dell‘aumento.

Un‘altra fonte vicina alla situazione ha spiegato che la stima di 5 miliardi di nuovo capitale era basata sui risultati dello stress test condotto sui dati di bilancio di fine 2015 e prevedeva la vendita dell‘intero portafoglio di sofferenze.

Dato che l‘operazione di mercato è fallita e che i conti della banca negli ultimi 12 mesi sono peggiorati, la Bce vuole assicurarsi che Mps abbia capitale sufficiente per rispettare il rapporto dell‘8% per il Common Equity Tier 1 (CET 1) anche in uno scenario avverso, in modo da ripristinare la fiducia degli investitori e dei clienti.

La terza fonte ha anche detto che la Bce si è offerta di dare tutte le spiegazioni necessarie sia al governo, sia alla banca.

Con un Cet 1 all‘8% nello scenario avverso, Mps risulterebbe ancora sotto la soglia media dello stress test in cui le banche hanno registrato in media un calo del rapporto al 9,4% dal 13,2%.

La soglia dell‘8% fu imposta dalla Bce alle banche greche in difficoltà nell‘esercizio del 2015.

- Hanno contribuito Silvia Aloisi da Milano e Balasz Koranyi da Francoforte

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