23 dicembre 2016 / 10:33 / 10 mesi fa

Presunto attentatore Berlino ucciso nel Milanese, "possibili sviluppi"

SESTO SAN GIOVANNI/ROMA (Reuters) - Il presunto attentatore di Berlino, Anis Amri, è rimasto ucciso nella notte in una sparatoria con la polizia a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, un episodio che il Viminale non esclude possa avere degli sviluppi.

Candele per rendere omaggio alle vittime dell'attacco di Berlino . REUTERS/Hannibal Hanschke

“La persona uccisa è risultata essere, senza ombra di dubbio, Anis Amri”, il 24enne tunisino ritenuto l‘attentatore del mercatino di Natale, ha detto stamani il ministro dell‘Interno Marco Minniti ai giornalisti.

Sul piazzale antistante la stazione di Sesto San Giovanni, dove si è consumata la sparatoria, come testimoniano le chiazze di sangue, le forze dell‘ordine hanno già compiuto i rilievi del caso, e restano giornalisti e curiosi.

Poco dopo le 3 di notte, secondo la ricostruzione degli inquirenti, una pattuglia con due giovani agenti ha fermato l‘uomo, a cui sono stati chiesti i documenti, che non aveva. All‘ulteriore richiesta di svuotare le tasche e lo zaino che aveva con sé, l‘uomo ha sparato ferendo alla spalla il capopattuglia. L‘altro poliziotto ha immediatamente risposto al fuoco con due colpi, uno dei quali ha ucciso il presunto attentatore di Berlino.

Sia Minniti che il questore di Milano Antonio De Iesu hanno sottolineato che Amri è stato trovato “nel corso di una normale attività di controllo del territorio”, che in questi giorni è stata intensificata.

Stamani, una fonte giudiziaria ha detto a Reuters che la polizia era stata informata della possibile presenza del sospettato nell‘area di Milano, e che per questo era stato aumentato il numero delle volanti sul terreno.

Sul corpo di Amri è stato trovato il biglietto di un treno alta velocità dalla Francia a Torino, da dove l‘uomo avrebbe poi preso un regionale, ha detto una seconda fonte.

“Presumiamo che sia passato per la Francia. Lo collochiamo a Milano, stazione centrale, intorno all‘una”, ha spiegato in conferenza stampa il questore, precisando che l‘uomo “alle 3 di stanotte era solo”, non escludendo che se fosse rimasto in libertà avrebbe potuto compiere altri attentati.

INDAGANO MONZA E MILANO. CACCIA A COMPLICI

Il ministro dell‘Interno non è entrato nel dettaglio dell‘operazione: “Ci sono indagini in corso, la cosa può portare a sviluppi futuri”.

La procura di Monza si appresta ad aprire un‘indagine sulla sparatoria, mentre la Digos, coordinata dal pool antiterrorismo della Procura di Milano, cercherà di capire come Amri sia arrivato in Lombardia e se qui avesse appoggi logistici.

Il questore di Milano ha precisato che il presunto attentatore “non aveva altre armi, non aveva telefoni. Aveva qualche centinaia di euro”. La polizia sta facendo approfondimenti sulla pistola usata da Amri, una calibro 22, “che non è stata manomessa ma non è registrata”, anche se è troppo presto per dire se sia la stessa usata a Berlino per uccidere l‘autista del camion.

L‘ipotesi che Amri sul piazzale della stazione stesse aspettando qualcuno “è una delle tante che la Digos sta vagliando”, ha aggiunto De Iesu.

Quanto accaduto stanotte, ha sottolineato Minniti, dimostra che “c‘è un sistema capace di funzionare”, che subito dopo “l‘ingresso nel nostro Paese di una persona che è stata in fuga per gran parte d‘Europa ha consentito di identificarlo e neutralizzarlo”.

I due agenti della volante che ha intercettato Amri, uno dei quali era ancora nel periodo di prova, “facendo semplicemente il loro dovere hanno fatto un servizio straordinario alla comunità”, ha aggiunto Minniti.

Amri era arrivato a Lampedusa su un barcone nel 2011. Aveva detto alle autorità di essere minorenne, anche se i documenti ora indicano che non era così.

Amri aveva poi trascorso quattro anni in due carceri italiane per diversi reati. Proprio in prigione si sarebbe radicalizzato.

L‘uomo è accusato di avere condotto, lunedì, un camion contro un mercatino di Natale nel cuore di Berlino, uccidendo 12 persone e ferendone decine.

-- Hanno collaborato Elvira Pollina, Ilaria Polleschi

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