16 dicembre 2016 / 18:27 / in un anno

Ferrero, vendite Nutella invertono tendenza +4% ultimo quadrimestre in Italia

MILANO (Reuters) - Le vendite della Nutella in Italia crescono del 4% nel quadrimestre che si chiude a fine dicembre, dopo un boom a due cifre a novembre, grazie anche alla campagna di apertura avviata da Ferrero sulla difesa dell‘olio di palma a seguito della mossa avviata dagli altri concorrenti, Barilla in testa, che nel settore dei biscotti e dei prodotti da forno hanno abbandonato l‘uso di questo olio.

“Relativamente alla campagna anti olio di palma il consumatore è un po’ disorientato e preoccupato”, sottolinea Alessandro D‘Este, AD di Ferrero Italia, parlando con la stampa invitata negli stabilimenti di Alba a vedere le fasi della produzione della Nutella e di altri podotti di punta del colosso aliementare piemontese.

“Anche grazie alla campagna di comunicazione e di trasparenza, come quella di fare visitare i nostri stabilimenti, nell‘ultimo quadrimestre abbiamo visto una bella inversione di tendenza, stiamo registrando una crescita del 4% di vendite della Nutella in Italia, mentre a livello totale siamo in crescita di oltre il 2%”, aggiunge il manager secondo cui non ci sono contraccolpi sulle vendite. Bisogna considerare che il mercato italiano è comunque difficile e vede una contrazione dell‘1,6%, a parità di punti vendita, dell‘andamento del largo consumo confezionato, mentre gli alimentari confezionati scendono dello 0,5%. “Noi pensiamo di crescere a livello di ricavi fra l‘1 e il 2%. Stiamo facendo più del mercato”, dice.

Laurent Cremona, responsabile per la Nutella nel mondo, ammette che lo scorso anno le vendite della Nutella sono scese del 3-4% verso i negozi in Italia (il cosiddetto sell-out), anche se questo dato non rappresenta le vendite complessive, “mentre c‘è stato un balzo del 15% a novembre”. A livello mondiale, le vendite di Nutella in Italia incidono per il 12% del consumo mondiale.

Va decisamente meglio all‘estero “dove i nostri prodotti sono molto apprezzati e in grande crescita. Il gruppo ha confermato quest‘anno una crescita dell‘8,5% a livello mondiale, relativamente all‘anno fiscale 2016 chiuso ad agosto a 10 miliardi di ricavi”, spiega D‘Este.

Quanto alla campagna dei concorrenti, il manager evidenzia che si tratta di un tentativo di erodere quote di mercato: “Quando si è grandi si è oggettivamente attaccati dalla concorrenza, quello che ci piace meno e che qualcuno fa leva sulle paure dei cunsumatori. Sostenere che si elimina l‘olio di palma e ci sono meno grassi saturi e poi, invece, i prodotti contengono una quantità di grassi saturi importanti non fa chiarezza”.

“Loro hanno le loro azioni di marketing attraverso politiche di carattere commerciale noi rispondiamo con le armi di sempre: serietà, attenzione ai consumatori, qualità e scelta delle materie prime, processi industriali eccellenti e controlli continui sul prodotto in tutte le fasi, dalla selezioni delle materie prime alla produzione e poi sul mercato. Il discusso olio di palma lo lavoriamo, nelle ultime fasi, presso di noi perché vogliamo garantire la qualità dei nostri prodotti”.

(Giancarlo Navach)

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