14 dicembre 2016 / 10:13 / 10 mesi fa

Confindustria migliora stime Pil, significativi rischi da incertezza politica

ROMA (Reuters) - Confindustria rivede al rialzo le stime del Pil italiano per quest‘anno e il prossimo, ma avverte che l‘eventuale instabilità politica potrebbe avere un significativo impatto negativo.

ln neo premier Paolo Gentiloni durante la cerimonia della campanella per il passsaggio di consegne con il suo predecessore Matteo Renzi, a Palazzo Chigi. REUTERS/Alessandro Bianchi

“L‘economia italiana torna ad avanzare, lentamente e a corrente alternata”, dice il report “Scenari economici” del Centro studi di Confindustria.

Il Csc rivede il Pil 2016 a +0,9% (da 0,7% stimato a settembre) e quello del 2017 a +0,8% (da 0,5%). Per la prima volta stima la crescita del 2018, a +1%.

Per quanto riguarda l‘ultimo trimestre 2016, la stima è di un aumento dello 0,15% su base congiunturale e dello 0,9% a perimetro annuo.

Il rapporto, chiuso prima della nascita del nuovo governo Gentiloni in seguito alle dimissioni di Matteo Renzi dopo la pesante sconfitta al referendum costituzionale, sottolinea che “l‘incertezza politica rappresenta un significativo rischio al ribasso”, e che l‘instabilità “depotenzierebbe gli stessi incentivi agli investimenti”.

“Se è vero che il Paese è abituato ai cambi di governo, questa volta ciò avviene in un contesto di arretramento del benessere economico e di sfilacciamento sociale e politico che non ha precedenti nel dopoguerra”.

Il governo punta a chiudere l‘anno con un Pil a +0,8%, anche se recentemente Renzi aveva parlato di un +1%. Secondo Istat nel terzo trimestre la variazione del Pil acquisita per il 2016 era pari a +0,9%.

Secondo l‘ultima Nota di aggiornamento al Def, il Pil dovrebbe crescere dell‘1% l‘anno prossimo e dell‘1,3% nel 2018.

Il Csc rivede il rapporto deficit/Pil al 2,4% nel 2016 (da 2,5%) e a 2,5% (da 2,3%) nel 2017, nel 2018 è stimato al 2,6%. Il debito è rivisto al 132,7% (da 133,3%) per quest‘anno e al 133,4% per il prossimo (da 134%), ed è stimato al 133,7% nel 2018.

Il tasso di disoccupazione resta a doppia cifra: quest‘anno a 11,4% (da 11,5% stimato in precedenza), nel 2017 a 11% (da 11,2%), nel 2018 il Csc stima 10,5%.

“Alla fine del prossimo biennio l‘occupazione avrà recuperato 905.000 posti di lavoro rispetto ai minimi di fine 2013, ma sarà ancora di 1,1 milioni di unità inferiore al massimo d‘inizio 2008”, spiega Luca Paolazzi, direttore del Csc.

(Antonella Cinelli)

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