9 dicembre 2016 / 13:25 / in un anno

Governo, proseguono consultazioni mentre incombe vicenda Mps

ROMA (Reuters) - Secondo giorno di consultazioni al Quirinale per il capo dello Stato, Sergio Mattarella, cui spetta la gestione della crisi di governo, mentre incombe il caso Mps che richiede interventi rapidi da parte della politica.

I corazzieri del Quirinale REUTERS/Alessandro Bianchi

Il supervisory board della Bce ha respinto stamani la richiesta del Monte di una proroga dei tempi dell‘aumento di capitale, aprendo la strada a una ricapitalizzazione pubblica per la banca.

Sempre più urgente la necessità che il governo, ancorché uscente, vari un decreto entro il weekend.

Il titolo perde circa il 9% a ridosso della chiusura. Lo spread Btp/bund è salito a 167.

Mps aveva chiesto alla Bce tempo fino al 20 gennaio, rispetto alla scadenza del 31 dicembre, per tentare ancora un‘operazione di mercato, messa in forse dalla sconfitta di Renzi al referendum e dalle sue successive dimissioni.

Il premier dimissionario Matteo Renzi ha incontrato a Chigi alcuni ministri chiave mentre il titolare dell‘Economia, Pier Carlo Padoan, ha ricevuto i vertici della banca che al momento stanno riunendo il cda a Milano.

M5s invoca l‘aiuto di Stato per salvare Mps ed evitare il bail-in con un intervento da fare in deficit.

MATTARELLA SENTE I PARTITI MA SENZA BIG

Mattarella, che ieri ha ascoltato la seconda e terza carica dello Stato e il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, tiene oggi colloqui con partiti minori e Lega.

Le consultazioni dovrebbero chiudersi domani dopo che il presidente avrà sentito i principali partiti (unico leader sarà Silvio Berlusconi di FI); domenica sarà un giorno di riflessione e lunedì saranno comunicate le decisioni del capo dello Stato.

La volontà di Mattarella è dunque quella di risolvere la crisi in tempi rapidi e con una ampia maggioranza.

La leader di Fratelli D‘Italia, Giorgia Meloni, propone che il governo dimissionario resti in carica, ma con un premier diverso da Renzi, per fare la legge elettorale entro fine anno, con scioglimento delle Camere entro gennaio e voto entro marzo.

“Se cosi non sarà, il 22 gennaio chiameremo italiani alla mobilitazione”, ha detto.

Renzi, dopo la bruciante sconfitta di domenica e una giornata trascorsa in famiglia, non è rimasto con le mani in mano, mentre l‘ipotesi di un suo reincarico non è tramontata.

Rientrato a Palazzo Chigi ha incontrato i ministri del Tesoro e degli Esteri, Padoan e Paolo Gentiloni, entrambi in pole position per succedergli nella ipotesi di un governo che duri fino a primavera per varare una nuova legge elettorale. Presente anche Maria Elena Boschi, ministra vicinissima a Renzi e madrina della bocciata riforma costituzionale.

Sempre stamani è uscito allo scoperto Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali e capo area di una corrente del Pd, che ha ironizzato sui rumour stampa che lo vedrebbero impegnato a tessere la tela contro Renzi, in accordo con Berlusconi, per un governo di transizione.

Anche Franceschini è stato indicato come successore di Renzi.

--Hanno collaborato Giuseppe Fonte, Paola Arosio, Antonella Cinelli, Alberto Sisto

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