9 dicembre 2016 / 10:49 / 10 mesi fa

Ue, Italia e Grecia contro blocco paesi Est in disputa su migranti

BRUXELLES (Reuters) - Il tiro alla fune nell‘Unione europea sulle modalità di condivisione del peso dell‘assistenza dei richiedenti asilo non è finito, ha detto con chiarezza il ministro degli interni slovacco, dopo sei mesi di vani tentativi di superare le divergenze tra Stati membri.

I governi dell‘Europa centro-orientrale, contrari ad accogliere i rifugiati, sono ai ferri corti con quelli dei paesi in prima linea come la Grecia e l‘Italia, dove sono arrivati quasi tutti i 350.000 migranti che hanno raggiunto le coste europee quest‘anno.

“E’ molto importante ci sia un accordo comune, cosa che ora non c‘è”, ha detto il ministro slovacco Robert Kalink, arrivando a Bruxelles per presiedere l‘ultimo consiglio dei ministri degli Interni sotto la presidenza di turno del Paese.

“Dobbiamo lavorare di più con i nostri paesi polacchi e ungheresi, e anche greci ed italiani sulll‘altro fronte”, ha aggiunto.

L‘arrivo incontrollato negli ultimi due anni di circa 1,4 milioni di rifugiati e migranti, molti in fuga da conflitti come quello siriano, ha innescato un‘aspra lotta intestina nell‘Ue sulle modalità di gestione del fenomeno.

Le divergenze riguardano le modalità con cui i paesi lontani delle principali rotte migratorie dovrebbero aiutare i membri Ue sulla linea del fronte, come la Grecia e l‘Italia.

Anche Germania, Svezia ed Austria, che sono i paesi più ricchi e dunque le destinazioni predilette dai migranti, desiderano un qualche schema di ricollocamento per distribuire le persone in maniera più uniforme.

Ma il blocco dei paesi orientali, che comprende Polonia, Slovacchia e Ungheria, si è del tutto rifiutato di farsi carico di richiedenti asilo, affermando che facendo entrare musulmani metterebbe a rischio la tenuta delle loro società.

I paesi dell‘Est si oppongono all‘adempimento delle richieste di Bruxelles, che ha guidato gli sforzi per stabilire delle quote redistributive.

L‘Italia si è scagliata duramente contro la posizione dei paesi dell‘Est e ha minacciato di blocare qualsiasi ulteriore lavoro sui bilanci Ue, che normalmente riversano miliardi di fondi alla Polonia e ai paesi vicini, per permettere agli ex membri del blocco comunista di colmare il divario con i partner occidentali.

“Non sappiamo cosa ci riservi il futuro, ma è molto importante essere pronti ed avere una politica di asilo comune”, ha detto Dimitris Avramopoulos, commissario Ue all‘immigrazione.

I ministri degli Interni Ue discuteranno oggi del problema ma ci sono pochi segnali sulla loro capacità di trovare una soluzione condivisa.

(Gabriela Baczynska)

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