5 dicembre 2016 / 07:52 / un anno fa

Renzi sconfitto a referendum, le reazioni dei mercati

MILANO (Reuters) - Il premier Matteo Renzi ha annunciato la fine del proprio governo dopo la pesante sconfitta al referendum costituzionale, che ha visto il ‘No’ prevalere con quasi il 60% dei voti. Di seguito i commenti di analisti ed economisti.

Operatori a lavoro. REUTERS/Brendan McDermid

DAVID ZAHN, Franklin Templeton

“Il referendum fa un po’ di chiarezza e non lo avremo più sopra le nostre teste. Ora dipende da quello che decidono di fare, ma non prevedo ci sarenno elezioni anticipate in Italia. A questi livelli di rendimento i bond italiani sono attraenti e potremmo considerare di ridurre la nostra posizione sottopeso”.

PAOLO PIZZOLI, economista Ing

“Per quanto riguarda la crescita, i rischi maggiori derivano dal fatto che uno stato di incertezza politica protratta, senza una soluzione nitida nell‘immediato, potrebbe portare ad una maggiore prudenza sugli investimenti privati, ovvero il canale più intrinsecamente esposto ad una maggiore incertezza. Al di là dello shock immediato, bisognerà capire come evolverà la situazione. E’ probabile un impatto negativo sulle prospettive del prossimo anno, ma al momento non ci sono elementi che prefigurano una recessione. Credo comunque che rivedrò al ribasso la mia stima sul Pil 2017, attualmente +0,8%”.

CHRISTOPHE BERNARD, chief strategist, Vontobel

“Il risultato e la conseguente instabilità politica ostacoleranno la ricapitalizzazione delle banche italiane e metteranno in dubbio la capacità dell‘Italia di riformarsi e di alzare il trend di crescita, prerequisito essenziale per la sostenibilità del debito pubblico. Come conseguenza, il premio a rischio assegnato agli asset della zona euro resterà elevato, con i titoli di Stato italiani e le azioni (e in particolare il settore bancario) sotto i riflettori, così come l‘euro. Ci aspettiamo che la Bce annunci giovedì prossimo un‘estensione dell‘attuale programma di acquisto asset da 80 miliardi al mese per altri sei mesi oltre marzo 2017 (o per un periodo più lungo con un importo mensile inferiore). Riteniamo che il ‘No’ al referendum sia un problema serio che potrebbe innescare un contagio e meriti un attento monitoraggio ma non farà deragliare il trend di risalita dell‘inflazione. Confermiamo un orientamento neutro sull‘equity e un sostanziale sottopeso sui titolo di Stato, evitando l‘esposizione alla carta periferica e una riserva di liquidità abbastanza significativa. Manteniamo un significativo sovrappeso del dollaro”.

DANIELE ANTONUCCI, economista Morgan Stanley

“C‘è un rischio limitato che il Movimento Cinque Stelle vinca le prossime elezioni, mettendo in moto una serie di eventi che potrebbero aumentare la percezione del mercato di una possibile uscita dall‘euro. Questo perchè le regole del gioco politico cambieranno. I sondaggi che prospettano una possbile vittoria di questo partito di protesta alla Camera si basano sull‘attuale legge elettorale, la quale dà un forte premio di maggioranza al vincitore. Ma sono in corso negoziati per emendare la legge e tornare ad un sistema più proporzionale. Questo probabilmente incoraggerà e premierà ampie coalizioni di partiti mainstream, mentre il M5S è improbabile unisca le forze con altri e ‘dilusica il suo brand’. Il retromarcia sulla riforma istituzionale riduce il rischio che il M5S arrivi al potere. Ma comporta altri rischi: lascia l‘Italia in uno stato di volatilità politica, fragilità economica e finanziariamente vulnerabile”.

LOREDANA FEDERICO, LUCA CAZZULANI, UniCredit

“Il risultato finale del referendum va oltre quello che avevano anticipato i sondaggi e mantiene elevata l‘incertezza. Gli investitori avranno bisogno di valutare le implicazioni a medio-termine del voto su politica, crescita, banche, rating, eccetera. Inoltre, l‘esito indebolisce significativamente la forza politica di Renzi. Come conseguenza, probabilmente riemergeranno sui mercati pressioni di vendita. La forza del movimento dipenderà da come evolveranno gli eventi e dal tono del dibattito durante i prmi passi delle consultazioni. Il nostro scenario centrale resta quello di un governo ad interim senza elezioni immediate, cosa che limita lo spazio di allargamento dello spread. Il risultato del voto dovrebbe rendere ancora più stringente l‘estensione del Qe all‘attuale ritmo di 80 miliardi al mese. Inoltre la Bce potrebbe fare ‘frontloading’ di titoli italiani... Questo potrebbe fornire un qualche sostegno temporaneo. Le banche italiane sembrano aver ridotto la loro esposizione sui Btp di circa 23 miliardi da luglio e potrebbero utilizzare i minimi di prezzo per rientrare nel mercato. Siamo cauti sulla tempistica: vista l‘incerta situazione, questa domanda potrebbe non materializzarsi immediatamente”.

FABIO FOIS, CAGDAS AKSU, GIUSEPPE MARAFFINO, Barclays Research

“Riteniamo che una vittoria del ‘No’ con un margine così ampio e con un‘affluenza così elevata sia probabilmente l‘esito peggiore da una prospettiva di mercato, per almeno due ragioni: gli investitori potrebbero almeno inizialmente interpretare l‘esito come un grande ”no“ a Renzi e un ”sì“ alle forze anti-estabishment e potrebbe essere visto come negativo per il potenziale di processi riformatori a lungo termine in Italia dopo le prossime elezioni. Il risultato inasprirà i timori sul settore bancario italiano e aumentarà il rischio downgrade da parte di Dbrs, sebbene non ci attendiamo che le agenzie di rating agiscano immediatamente... Nonostante l‘iniziale contesto di mercato ‘risk off’, ci aspettiamo che l‘attenzione del mercato viri presto sul meeting della Bce di giovedì...Il risultato del referendum...dovrebbe rafforzare un prolungamento del Qe e della forward guidance accomodante. Nel breve termine, lo spread potrebbe allargarsi di una ventina di punti base, cancellando il restringimento della settimana scorsa. E’ difficile che si vada molto oltre prima del meeting Bce”.

FABIO BALBONI, european economist, Hsbc

“Lo scenario più probabile a nostro avviso sarà un tentativo del presidente della Repubblica di formare un governo tecnocratico ad interim con lo scopo di approvare una legge elettorale per il Senato...Assunto che le legge elettorale venga approvata velocemente dal Parlamento -- cosa che potrebbe non essere facile vista l‘elevata frammentazione -- le elezioni potrebbero tenersi a metà dell‘anno prossimo, quindi meno di un anno prima del dovuto. L‘esito del referendum non dovrebbe risultare come una grande sorpresa ma comunque il margine del ‘No’ e la notizia delle dimissioni di Renzi spaventeranno i mercati...ci sarà un ampiamento dello spread e l‘azionario potrebbe cedere ulteriormente. Il focus principale sarà sul settore bancario. L‘euro potrebbe cedere su timori dei mercati di un contagio politico...visto che una serie di Paesi membri della zona euro si confronterà con elezioni l‘anno prossimo. Dopo un sell-off d‘impulso di bond e azioni, potrebbe esserci un‘inversione di tendenza almeno parziale nei giorni successivi, con il calmarsi delle acque...Un referendum vincolante sull‘euro sarebbe incostituzionale e, anche se potrebbe tenersene uno consultivo, il parlamento non sarebbe vincolato ad implementarlo (anche se sarebbe difficile ignorarlo). Ma, cosa più importante, la posizione del M5S sul punto è lontana dall‘essere chiara (vogliono fare un referendum sull‘euro ma restare nell‘Ue) e suggerisce come il dibattito sull‘euro sia ancora in fase embrionale...in questo contesto, il mercato si potrebbe concentrare sulla posizione di Forza Italia sul tema della permanenza nell‘euro, che finora non è stata chiara, visto il probabile ruolo critico che giocheranno nella formazione di un governo dopo le elezioni”.

LORIS CENTOLA, global head of private banking research, ‎Credit Suisse

“La reazione del mercato dipende da come evolverà la situazione politica. Lo scenario che al momento sembra più probabile è un governo di larghe intese a tempo, con il doppio mandato di riformare la legge elettorale e approvare la legge di bilancio. Nel breve tempo assisteremo ad un ampiamento dello spread italiano di 20-50 punti base, ben oltre quota 200 punti, e ovviamente vendite sull‘azionario, anche se qui i prezzi già scontavano una vittoria del ‘no’ e quindi non mi aspetto un tracollo. Per quanto riguarda i Btp, invece, tale esito non era incorporato. La Bce potrebbe tamponare la fase più acuta, acquistando più titoli di Stato italiani di quanto già faccia. Poi sarà fondamentale il messaggio che darà dopo il meeting di giovedì: a questo punto potrebbe estendere il Qe fino a settembre dell‘anno prossimo. Per quanto riguarda le banche, che hanno bisogno di fare una serie di cose, come aumentare il capitale e vendere i crediti deteriorati, questi processi saranno per il momento congelati”.

(Elvira Pollina)

Redazione Milano, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129486, Reuters messaging: elvira.pollina.reuters.com@reuters.net Per una panoramica su mercati e notizie in lingua italiana con quotazioni, grafici e dati, gli abbonati Eikon possono digitare nel Search Box di Eikon "Pagina Italia" o "Panorama Italia" Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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