1 dicembre 2016 / 09:42 / in un anno

Italia, tasso disoccupazione ottobre a 11,6%, giovani ai minimi da 4 anni

ROMA (Reuters) - - Nel mese di ottobre calano gli occupati e aumentano gli inattivi su base congiunturale, ma il tasso di disoccupazione tra i giovani scende ai minimi da quattro anni.

Operai a lavoro a Roma. REUTERS/Alessandro Bianchi/File Photo

A ottobre il tasso di disoccupazione scende di un decimo di punto percentuale all‘11,6%, rende noto Istat.

Il tasso di disoccupazione nella fascia di età 15-24 anni, ovvero l‘incidenza dei giovani disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca di lavoro, è in calo al 36,4%, il livello più basso da ottobre 2012.

Le attese, elaborate in un sondaggio Reuters, indicavano il tasso di disoccupazione all‘11,6%, con una forchetta tra l‘11,8% e il 9,8%.

A ottobre il tasso di occupazione risulta al 57,2%, in leggero calo rispetto al 57,3% di settembre (rivisto da 57,5%). Gli occupati - 22,753 milioni - sono in calo dello 0,1% rispetto a settembre (-30.000), e salgono dello 0,8% su base annua (+174.000).

Rispetto a settembre, secondo Istat, la flessione congiunturale “è attribuibile alle donne a fronte di una sostanziale stabilità per gli uomini e riguarda tutte le classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni. Diminuiscono,in questo mese, i dipendenti a tempo indeterminato, mentre crescono quelli a termine e restano stabili gli indipendenti”.

Per quanto riguarda la crescita a perimetro annuo, “è attribuibile ai lavoratori dipendenti (+194mila, di cui +178mila permanenti) e si manifesta sia per la componente maschile sia per quella femminile, concentrandosi principalmente tra gli over 50 (+376mila)”.

Nel mese di ottobre il numero di inattivi, dopo il forte calo di settembre, sale dello 0,6% su base congiunturale (+82.000), mentre cala del 2,2% su anno (-308.000). Il tasso di inattività sale al 35,1%.

Guardando al periodo agosto-ottobre, secondo i dati Istat, “si registra un calo degli occupati rispetto al trimestre precedente (-0,2%, pari a -34mila), che interessa gli uomini, le classi di età fino a 49 anni e i lavoratori indipendenti, mentre segnali di crescita si rilevano per donne, over 50 e lavoratori dipendenti”.

Nel marzo 2015 è entrato in vigore il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti previsto dal Jobs Act, che non prevede la reintegra in caso di licenziamento economico.

Lo scorso anno, inoltre, le imprese che hanno assunto in maniera stabile hanno potuto contare su sgravi contributivi fino a 8.000 euro annui per tre anni, mentre nel 2016 possono beneficiare di una riduzione dei contributi al 40% per 24 mesi.

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