30 novembre 2016 / 10:17 / in un anno

Ilva, accordo per 1,3 miliardi da Riva, si limano dettagli

ROMA (Reuters) - Ilva e la holding della famiglia Riva hanno raggiunto un accordo di massima in base al quale gli ex proprietari del gruppo siderurgico italiano verseranno circa 1,3 miliardi di euro da destinare al risanamento ambientale di Taranto, ma i dettagli dell‘intesa si stanno ancora limando.

Un lavoratore dell'Ilva. REUTERS/Alessandro Garofalo

Lo ha detto oggi a Reuters una fonte a conoscenza della trattativa dopo che ieri sera il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha annunciato l‘accordo sul più grande impianto siderurgico europeo, quello della città pugliese.

Una fonte vicina alla famiglia Riva ha confermato l‘accordo ma non ha fornito dettagli in merito, aggiungendo solo che l‘intesa rafforza “le prospettive per il futuro” di Ilva.

Ieri sera, durante #MatteoRisponde, una serie di domande e risposte con i cittadini sui social network, Renzi ha detto: “In queste ore si è conclusa la negoziazione tra la famiglia Riva e Ilva e oltre 1 miliardo arriveranno dalla famiglia Riva come compensazione grazie al lavoro di tutte le autorità. Questi soldi, alla fine quasi 1,3 miliardi, saranno una compensazione che andrà a risanare Taranto e l‘Ilva”.

“L‘accordo c‘è, in questa fase c‘è una limatura degli ultimi dettagli”, ha detto a Reuters la fonte a conoscenza della trattativa.

La fonte ha detto che la famiglia Riva verserà circa 1,3 miliardi e rinuncerà al contenzionso contro lo Stato italiano, che di fatto ha espropriato Ilva dopo l‘inchiesta della magistratura sulle emissioni inquinanti dell‘impianto tarantino e il successivo sequestro, nel 2012.

In cambio Ilva, in amministrazione straordinaria da quasi due anni, rinuncerà ad almeno due cause intentate contro i Riva a Milano, del valore di oltre 2,5 miliardi, ha detto la fonte.

Secondo la fonte, l‘accordo è importante non solo per finanziare il risanamento ambientale dell‘impianto e della città, ma anche perché “darà certezze agli investitori” su Ilva, di cui si attende la vendita nei primi mesi del 2017.

In corsa per il gruppo siderurgico ci sono due cordate. Una è AcciaiItalia, composta da Cassa Depositi e Prestiti, il gruppo italiano Arvedi e Delfin, la finanziaria della famiglia Del Vecchio, a cui fa capo Luxottica, a cui si è aggiunta questa settimana l‘indiana JSW Steel; l‘altra è rappresentata dal tandem ArcelorMittal - Marcegaglia.

Si attende per i prossimi giorni un decreto del ministero dell‘Ambiente contenente le valutazioni degli esperti sui piani ambientali presentati dalle due cordate. Successivamente verranno valutati i rispettivi piani industriali.

(Massimiliano Di Giorgio)

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