28 novembre 2016 / 11:17 / un anno fa

ANALISI - Referendum, cresce pressione su Renzi perchè non si dimetta se vince 'No'

ROMA, 28 novembre (Reuters) - Quando a metà mese alcuni leader europei si sono incontrati a Berlino per salutare Barack Obama, Matteo Renzi ha comunicato loro che avrebbe potuto lasciare ancor prima del presidente americano.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi sabato durante un comizio a Roma. REUTERS/Alessandro Bianchi

Se Obama uscirà dalla Casa Bianca il 20 gennaio, Renzi potrebbe traslocare da palazzo Chigi se il 4 dicembre i ‘Sì’ non avranno la meglio al referendum sulla riforma della Costituzione. Si aprirebbe così per la terza economia della zona euro una nuova stagione di instabilità politica.

“Se perdo, non ho alcuna voglia di vivacchiare”, ha detto Renzi ai colleghi, secondo quanto riferito da una fonte diplomatica che ha partecipato all’incontro del 18 novembre.

Una bocciatura della riforma costituzionale rappresenterebbe la terza grande rivolta anti-establishment in pochi mesi in un importante paese Occidentale, dopo l’inatteso voto a favore dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea e l’elezione di Donald Trump negli Usa.

Per questo aumenta il pressing su Renzi affinchè abbandoni l’idea di dimettersi e gestisca le conseguenze di una vittoria del No, tra cui una possibile crisi bancaria.

Obama stesso in ottobre ha detto che il giovane presidente del Consiglio italiano dovrebbe restare in sella a prescindere dal voto di domenica e quasi tutti gli uomini di affari e di governo contattati da Reuters hanno dichiarato di temere il peggio con una uscita di scena di Renzi.

“La mia opinione personale è che Renzi dovrebbe restare”, ha detto il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda in un’intervista venerdì.

“Ciò che occorre valutare è il bene del Paese”.

Tre politici del centro-sinistra in costante contatto con l’ex sindaco di Firenze hanno detto a Reuters che Renzi terrà fede alla sua promessa e si dimetterà immediatamente se battuto, perchè in caso contrario perderebbe la sua credibilità politica.

IMPULSIVO

Sergio Mattarella potrebbe far leva sul senso di responsabilità di Renzi e rimandarlo alle Camere per un nuovo voto di fiducia. La risposta del capo del Partito democratico potrebbe dipendere dallo scarto tra ‘No’ e ‘Sì’.

Una sconfitta secca potrebbe perfino portarlo a lasciare la politica, secondo uno dei suoi consiglieri.

“Ha solo 41 anni ed è impulsivo”, ha detto una delle persone contattate che ha preferito non farsi citare.

“Se il risultato è terribile, potrebbe decidere di dire basta e fare qualcos’altro nella vita”.

Benchè gli imprenditori e i banchieri italiani sostengano le ragioni del ‘Sì’, non hanno svolto finora un ruolo di primo piano nella campagna referendaria forse nel timore di provocare l’effetto contrario a quello sperato in un elettorato molto critico nei confronti dell’elite.

Il mondo del business è tuttavia sempre più preoccupato dalla prospettiva che il Paese e il suo ingente debito pubblico conoscano una nuova stagione di paralisi politica.

“Io ho paura che se perde il referendum (Renzi) possa veramente andarsene”, ha detto a Reuters Ferruccio Ferragamo, presidente della casa di moda Salvatore Ferragamo.

“L’Italia può reagire a tutto ma sarebbe davvero un passo indietro”.

RENZI NON E’ UNA SAFETY CAR

Renzi ha ammesso di aver compiuto un errore nel personalizzare la campagna referendaria che all’inizio sembrava destinata a concludersi con un ampio successo e che ora gli ultimi sondaggi danno invece per persa.

A una settimana dall’esito della consultazione popolare l’esito della crisi di governo che si aprirebbe con le dimissioni di Renzi non è ancora chiaro.

La soluzione più semplice potrebbe essere il voto anticipato. Ma la nuova legge elettorale vale solo per la Camera e non per il Senato. Così per evitare due diversi sistemi elettorali bisogna mettere a punto una nuova legge, operazione che potrebbe occupare gran parte del 2017.

Il Presidente della Repubblica potrebbe chiedere a Renzi di guidare a questo fine un governo di scopo ma gli alleati del primo ministro dicono che non accetterebbe mai un mandato così limitato.

“Renzi non può essere usato come una safety car”, ha detto a Reuters il deputato del PD Matteo Richetti, riferendosi alla vettura che nelle gare di Formula Uno viene utilizzata per rallentare il gruppo di auto in competizione.

Se Renzi non accettasse un reincarico, le fonti sentite da Reuters hanno indicato nel ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e nel presidente del Senato Pietro Grasso le personalità con maggiori possibilità di ricevere il mandato per la formazione del nuovo governo.

Entrambi, però, dovrebbero ricevere il via libera di Renzi come capo del partito di maggioranza.

Gli alleati di Renzi temono dunque che l’ex sindaco possa essere ritenuto in ogni caso responsabile delle azioni di un esecutivo da lui non guidato.

“Tutti coloro che sono per il ‘No’ dovrebbero appoggiare un governo che prepari il Paese alle elezioni ma questo non succederà. Lavorano per creare il caos e si aspettano che noi mettiamo a posto”, ha detto Richetti.

Sul sito it.reuters.com le notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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