25 novembre 2016 / 18:17 / un anno fa

INTERVISTA - Calenda: Renzi dovrebbe rimanere anche con vittoria 'no'

ROMA, 25 novembre (Reuters) - Matteo Renzi non dovrebbe abbandonare la guida dell‘Italia in caso di sconfitta al referendum ma aiutare il Paese a gestire le conseguenze di una vittoria del ‘no’, secondo il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda.

Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, durante una intervista con Reuters. REUTERS/Tony Gentile

Il presidente del Consiglio ha detto che si dimetterà nel caso in cui, il 4 dicembre, gli elettori respingano la sua proposta di riforma della Costituzione. Con il ‘no’ in vantaggio negli ultimi sondaggi prima del black-out elettorale, i mercati finanziari mostrano crescenti segni di nervosismo rispetto alla prospettiva di una nuova stagione di instabilità politica.

In un‘intervista a Reuters, Calenda si dice ottimista sulla vittoria del ‘sì’ ma sostiene che, in caso contrario, Renzi non dovrebbe lasciare il suo posto.

“La mia opinione personale è che Renzi dovrebbe rimanere”, spiega Calenda nel suo ufficio di via Veneto.

Lega Nord e Movimento 5 Stelle sono per il voto anticipato in caso di sconfitta del governo al referendum ma la maggior parte delle forze politiche ritiene necessario cambiare la legge elettorale prima di ritornare alle urne.

Un accordo sulle nuove regole può richiedere diversi mesi e per questo una delle ipotesi sulle quali si ragiona è un governo tecnico, stile Mario Monti nel 2011, quando l‘ex commississario Ue per la Concorrenza prese il posto di Silvio Berlusconi nel pieno della crisi finanziaria della zona euro.

Ma Calenda, che considera se stesso un manager prestato alla politica, ritiene che “non sia più il momento di governi tecnici”.

E’ probabile che il primo problema da risolvere nei giorni immediatamente successivi a una eventuale vittoria del no sia la ricapitalizzazione del Monte dei Paschi di Siena che tra il 7 e l‘8 dicembre dovrebbe lanciare un aumento di capitale fino 5 miliardi di euro.

Preoccupati dai crescenti rischi politici, gli investitori sembrano in attesa di conoscere l‘esito del referendum prima di decidere se partecipare al rafforzamento patrimoniale della terza banca del Paese. Se l‘operazione di mercato non riuscisse, Mps avrebbe probabilmente bisogno di un aiuto di Stato per evitare il collasso.

Calenda non ha fatto alcun commento sulla situazione del sistema bancario ma ha detto che l‘Italia ha bisogno di un governo forte: “L‘elemento di valutazione deve essere, e per questo ritengo che il ruolo del Presidente della Repubblica sarebbe cruciale, il bene del Paese in quel determinato contesto”.

Se Renzi presentasse le sue dimissioni a Sergio Mattarella, il capo dello Stato potrebbe respingerle e rimandarlo alle Camere per ottenere un secondo mandato comprensivo della nuova legge elettorale.

Renzi potrebbe rifiutare, ma tante sarebbero le pressioni affinché riconsideri la sua posizione anche alla luce di una possibile crisi bancaria.

Anche il ministro dell‘Economia Pier Carlo Padoan si è unito venerdì al coro di quanti vorrebbero che Renzi rimanesse a palazzo Chigi a prescindere dall‘esito della consultazione referendaria.

“Quello che serve al Paese è un governo politico che continui a fare le riforme, cioè questo governo”, ha detto il ministro a Sky TG24.

Sia Padoan, sia Calenda hanno escluso di essere in corsa per guidare un governo tecnico.

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