24 novembre 2016 / 10:07 / in un anno

Referendum, Renzi chiede di abbassare toni mentre infuriano polemiche

ROMA (Reuters) - A una decina di giorni dal referendum costituzionale del 4 dicembre, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha chiesto di “abbassare i toni” mentre tra lo schieramento del No e quello del Sì aumentano le polemiche e rischiano di scoppiare nuovi casi giudiziari.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi sotto la foto del leader del M5s Beppe Grillo durante il talk show "Porta a Porta", il 13 marzo 2014. REUTERS/Remo Casilli

“Un Paese maturo va a votare senza inseguire le ultime polemiche, le ultime inchieste che animano la discussione”, ha detto oggi il premier e segretario Pd a Radio Anch‘Io.

“Dobbiamo tutti scalare, abbassare una marcia, abbassare i toni, lo dico io per primo”.

Renzi si riferiva anche alle polemiche sul governatore della Campania Vincenzo De Luca (Pd) che ha invitato 300 sindaci a sostenere il Sì anche ricorrendo a metodi clientelari e ha promesso investimenti nei Comuni che registreranno più sostegno.

“Ma il referendum è sulle frasi di Enzo De Luca o vogliamo parlare del merito?”, ha detto oggi Renzi.

Le opposizioni hanno sollevato ieri il caso nel question time alla Camera, ma il ministro dell‘Interno Angelino Alfano ha liquidato la questione definendo quelle di De Luca come abituali promesse politiche, pur se ha assicurato “trasparenza” sugli appalti. Ma la presidente della commissione parlamentare Antimafia Rosy Bindi (che già aveva definito De Luca “impresentabile” per un‘inchiesta della magistratura poi archiviata) ha poi annunciato di aver chiesto alla Procura di Napoli informazioni su eventuali indagini in corso.

Sulla vicenda al momento i magistrati napoletani hanno aperto solo un fascicolo, senza notizia di reato, basata su un esposto del Movimento Cinque Stelle contro De Luca.

Il M5s, a sua volta, è investito dalla vicenda sulle presunte firme false per presentare liste elettorali in Sicilia e in Emilia Romagna. In entrambi i casi ci sono indagati. Il M5s ha annunciato l‘autosospensione di tutte le persone coinvolte, ma il Pd accusa i grillini di essere passati “dall‘onestà all‘omertà”.

Lo scontro riguarda anche il voto degli italiani all‘estero. I sostenitori del No hanno ipotizzato brogli per far vincere il Sì e minacciato un ricorso.

“Ormai è un evergreen, tutte le volte che si arriva in campagna elettorale qualcuno dice che ci sono brogli”, ha detto Renzi, aggiungendo che si tratta di “accuse mai provate”.

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