18 novembre 2016 / 17:02 / un anno fa

Referendum, No avanti di 8-12 punti in ultimi sondaggi, ora blackout

ROMA (Reuters) - Le speranze di vittoria del premier Matteo Renzi al referendum costituzionale sembrano sensibilmente in calo, stando agli ultimi sondaggi di oggi che danno il No avanti tra gli 8 e 12 punti, prima che a mezzanotte scatti il divieto di diffusione delle rilevazioni.

Referendum, No avanti di 8-12 punti in ultimi sondaggi, ora blackout. REUTERS/Remo Casilli/File Photo

Secondo diversi istituti, a sostenere l‘aumento dei no sembra esserci anche la vittoria alle presidenziali Usa di Donald Trump la settimana scorsa.

In tutti i 42 sondaggi realizzati da 15 diversi istituti dal 21 ottobre scorso, il no è sempre rimasto in testa, e ora il margine cresce [nL8N1DJ1DK].

“La vittoria di Trump è stata importante perché Renzi sosteneva con forza Hillary Clinton, dunque la gente lo lega alla perdente e all‘establishment che Clinton sembrava rappresentare”, dice Alessandra Ghisleri, di Euromedia, i cui sondaggi danno il no a otto punti percentuali sul sì, rispetto ai quattro punti di dieci giorni fa.

Il sondaggio Ipsos pubblicato dal Corriere della Sera dà il no in testa di 10 punti. Quello dell‘Istituto Piepoli per La Stampa otto punti avanti.

Per Renato Mannheimer, comunque, anche senza effetto Trump il referendum sta dando la stura a un sentimento di ribellione contro il governo: “E’ una questione di disincanto rispetto a Renzi, perché la crisi economica non è finita e le condizioni di vita della maggior parte degli italiani non stanno migliorando”.

Il sondaggio dell‘istituto di Mannheimer, Eumetra-Monterosa, dà il no 12 punti avanti. “Non penso che abbia molto a che fare con la riforma costituzionale in sé”.

Resta comunque alto, nei sondaggi, il numero di indecisi (dal 13% al 26%), mentre gli astenuti si aggirano sul 40%-45%. Una bassa affluenza nel Sud Italia, dove il no è in più netto vantaggio, o il sì degli italiani all‘estero potrebbero aiutare Renzi, ammettono i sondaggisti. Come lo stesso blackout dei sondaggi nei 15 giorni prima del voto, perché diminuirebbe l‘effetto-trascinamento di un no sempre in testa.

Ma secondo Mannheimer, per recuperare, Renzi deve sperare che quasi tutti gli indecisi votino sì.

(Gavin Jones, ha collaborato Massimiliano Di Giorgio)

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