18 novembre 2016 / 15:22 / un anno fa

Bankitalia: forte volatilità attesa con referendum pesa su attuazione piano Mps

ROMA (Reuters) - Il referendum costituzionale del 4 dicembre porterà, nei giorni a cavallo della data della consultazione, una forte volatilità sui mercati azionari italiani evidenziando i rischi di attuazione per il complesso piano di ristrutturazione del Monte dei Paschi e per le altre operazioni ricapitalizzazione previste.

Bankitalia: forte volatilità attesa con referendum pesa su attuazione piano Mps. REUTERS/Stefano Rellandini/File Photo

Lo scrive la Banca d‘Italia nel suo rapporto sulla stabilità finanziaria, in cui descrive le banche italiane come esposte a rischi di shock interni ed esterni: per la difficoltà a ritrovare modelli di sviluppo redditizi e per l‘incertezza derivante da nuove modifiche regolamentari a livello internazionale.

“Gli indicatori segnalano un forte aumento della volatilità attesa per il mercato italiano a ridosso della prima settimana di dicembre, in corrispondenza con il referendum sulla riforma costituzionale”, scrive Bankitalia nel rapporto, dove un grafico stima un picco di volatilità implicita per le opzioni sugli indici di Borsa nei giorni a cavallo del 4 dicembre.

Parlando del risanamento del Monte dei Paschi, Bankitalia osserva che “il piano è complesso e coinvolge diversi attori; i rischi di attuazione derivano principalmente dall‘elevata volatilità che ha di recente caratterizzato i mercati azionari”.

Nello stesso capitolo, Bankitalia ricorda anche che “sono in corso interventi delle autorità di vigilanza volti a superare le situazioni di crisi di un numero contenuto di altri intermediari”, citando in particolare la cessione delle quattro banche ponte, i cui termini sono stati prorogati.

Più in generale, un punto ancora molto debole per le banche italiane è la redditività.

In prospettiva, dice Bankitalia, “la debolezza del ciclo economico e un‘efficienza operativa inferiore a quella media degli intermediari europei continueranno a esercitare pressioni sulla redditività delle banche, come avvenuto nell’ultimo decennio”.

In uno scenario sfavorevole di bassi tassi di interesse, “ulteriori pressioni sulla redditività potrebbero verificarsi nel 2018 in seguito all’entrata in vigore del nuovo standard contabile sulla valutazione degli strumenti finanziari (IFRS 9)”, in base al quale le rettifiche di valore saranno sulle perdite attese, anziché su quelle effettivamente realizzate.

Queste prospettive deprimono i corsi di Borsa delle banche in Europa, con un rapporto tra capitalizzazione e valore di libro (PTB) ai minimi dal 2008.

“All‘inizio di novembre i rapporti PTB, mediamente inferiori allo 0,7 a fronte dell’1,9 per le società non finanziarie, hanno risentito, in particolare per le banche tedesche e italiane sia di un incremento dei premi per il rischio sia della netta flessione delle aspettative sugli utili”, dice Banca d‘Italia.

“Il permanere di utili attesi inferiori al costo del capitale bancario rende più difficile per gli intermediari effettuare gli aumenti di capitale programmati e quelli eventualmente necessari, anche per porre in essere operazioni di aggregazione”, scrive Banca d‘Italia.

Oltre al Monte dei Paschi, che ha in programma per il 24 novembre l‘assemblea per dare il via libera all‘aumento fino a 5 miliardi, anche Unicredit sta valutando un aumento tra le possibili alternative per ottimizzare il capitale.

(Stefano Bernabei)

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