18 novembre 2016 / 13:07 / in un anno

ANALISI - Referendum, con vittoria 'No' visto immediato balzo spread di 30-50 pb

MILANO (Reuters) - Una vittoria del ‘No’ al referendum costituzionale del 4 dicembre peserebbe sui Btp per via dei timori di elezioni anticipate prima della fine naturale delle legislatura nel 2018.

Referendum, con vittoria 'No' visto immediato balzo spread di 30-50 pb REUTERS/Kai Pfaffenbach

A parere della maggior parte degli strategist sentiti da Reuters, quello che i mercati temono, specie dopo l‘esito del referendum britannico e delle presidenziali Usa, è infatti la possibilità di dover andare al voto più che l‘esito negativo in sé della consultazione popolare.

La vittoria del ‘No’ nell‘immediato avrebbe comunque l‘effetto di un allargamento di 30-50 punti base dello spread fra i tassi dei decennali di riferimento italiano e tedesco.

“Il No è in vantaggio nei sondaggi e in buona parte già prezzato dal mercato, spaventato dal sentimento anti-establishment dimostrato dalla Brexit e dalla vittoria di Trump. Il problema secondo me non è tanto il No in sé, bensì cosa vi farà seguito”, dice Michael Leister, a capo dell‘Interest Rate Strategy di Commerzbank.

L‘ipotesi che sembra più accreditata tra gli strategist è che comunque la legislatura sarà portata a compimento anche nel caso, ritenuto improbabile, di effettive dimissioni del premier.

Inoltre, di fronte a una prevalenza dei ‘No’ accompagnata da una tenuta politica l‘effetto potrebbe essere pari a quello di un‘eventuale vittoria del ‘Sì’.

“Un altro scenario, quello che al momento sembra prevalere nelle attese, è che anche se vincesse il No si farà di tutto per evitare nuove elezioni e il caos politico. In questo caso vedo un restringimento dello spread di circa 25 punti base, approssimativamente lo stesso che avremmo in caso di vittoria del Sì” precisa Leister.

I sondaggi condotti nell‘ultima settimana convergono su un vantaggio del ‘No’ sul ‘Sì’, con il permanere di un ampio margine di indecisi.

STIME STRATEGIST INCORPORANO VITTORIA ‘NO’

Sergio Capaldi, strategist di Intesa Sanpaolo, vede un allargamento dello spread a dicembre per via dell‘instabilità percepita sul sistema Italia in caso di vittoria del ‘No’. La banca milanese vede nelle sue previsioni un rendimento del decennale al 2% in dicembre, livello al quale si è portato già nelle ultime sedute, che dovrebbe salire ulteriormente nel corso del 2017. Lo spread fra dicembre e i primi mesi del 2017 dovrebbe salire fino a 200 punti base.

Ancora più significativo l‘allargamento del differenziale visto da Vincenzo Longo di Ig, uno dei sei strategist interpellati da Reuters.

“In caso di vittoria del No al referendum, non mi sembra improbabile che la pressione sotto cui andrà il comparto porti lo spread fino in area 250-280 punti base” afferma Longo.

Importanti per il futuro dello spread saranno poi le scelte della Bce, che l‘8 dicembre ha in programma la riunione del proprio consiglio, alla quale farà seguito l‘attesa conferenza stampa di Mario Draghi e Vitor Constancio.

“Il mercato guarda al ‘risk event’ successivo cercando di essere più cauto e preparato questa volta”, dice lo strategist di Bnp Paribas, Ioannis Sokos, a proposito della riunione Bce che seguirà di qualche giorno il voto.

Alle 12,30 il differenziale di rendimento tra Btp e Bund decennali si attesta a 173 punti base. Stamane è salito fino a 180 pb, nuovo massimo da ottobre 2014, dopo un bimestre settembre-ottobre in area 120-140 pb.

MERCATI SOVRASTIMANO IPOTESI ELEZIONI ANTICIPATE

Secondo alcuni strategist, i mercati stanno scontando eccessivamente l‘ipotesi di elezioni anticipate in seguito a un eventuale ‘No’.

“In caso di vittoria del No si profilano due scenari. Il primo vede un abbandono di Renzi che porterebbe ad elezioni anticipate. Un caos politico che il mercato teme per paura di una possibile vittoria del Movimento 5 Stelle. In questo caso vedo un balzo dello spread di circa 50 punti base rispetto ai livelli precedenti al voto”, dice Leister di Commerzbank.

Il presidente del Consiglio ha dichiarato ieri che in caso di vittoria del ‘No’ non intende partecipare alla formazione di un governo tecnico o di scopo, precisando però che la nuova legge elettorale si farà a prescindere dal risultato del referendum.

Per Rbs, un primo allargamento successivo al ‘No’ sarebbe seguito da un secondo in caso di dimissioni di Renzi.

“Vedo due picchi: uno in caso di vittoria del No e l‘altro in caso di dimissioni di Renzi, non ancora del tutto prezzate dal mercato. Lo spread, attualmente a livelli già alti, potrebbe ampliarsi anche di 20 punti base, 15 da attribuirsi al rialzo del tasso Btp, 5 a una migliore performance del Bund. Potrebbe toccare tranquillamente i 200 punti base”, osserva Marco Brancolini di Rbs. “Alle dimissioni di Renzi, potremmo vedere un ulteriore rialzo del rendimento e dello spread di circa 10 punti base”.

Non per tutti lo scenario sarebbe così nettamente negativo. “Ci aspettiamo una reazione di allargamento sul giorno, ma poi una correzione”, precisa Fabio Balboni di Hsbc. “I mercati stanno prezzando eccessivamente l‘ipotesi di elezioni anticipate, che ci sembra non probabile. In ogni caso vedo un rialzo temporaneo fino a 30 punti base rispetto a livelli precedenti il voto”.

INCERTO IL RUOLO DELLA BCE, DELICATO QUADRO POLITICO

L‘istituto centrale europeo, come confermato dai verbali dell‘ultimo meeting pubblicati ieri, deciderà proprio l‘8 dicembre se estendere il programma di acquisto asset da 1.740 miliardi di euro, tema cruciale per l‘andamento dello spread. Gli economisti si attendono in prevalenza l‘annuncio del prolungamento del Qe.

“Secondo me, la riunione della Bce dell‘8 dicembre, ad appena quattro giorni dal referendum italiano, è parimenti (se non più) importante per i Btp”, dice Sokos di Bnp Paribas. “Un‘estensione del programma di acquisto asset oltre marzo 2017 e un allontanamento del ‘tapering’, potrebbero aiutare una ripresa dei Btp in confronto ai suoi omologhi” afferma ancora Sokos, secondo il quale il recente dibattito sul ‘tapering’ “ha giocato un ruolo nel recente allargamento degli spread in vista del referendum”.

“L‘outlook per i Btp in dicembre dopo il referendum è comunque positivo, anche in caso di vittoria del No, poiché la Bce dovrebbe supportare il mercato” dice invece Brancolini.

Nel medio termine la situazione appare ancora più delicata a causa della densità di elezioni politiche in Europa. In particolare nel 2017 andranno alle urne francesi, olandesi e tedeschi. I Btp, spiegano gli strategist, sono più esposti in caso di successo di forze euroscettiche e quindi di conseguenti minacce all‘istituto della moneta unica.

“La situazione rischia di complicarsi per i Btp nel primo trimestre 2017” dice ancora Brancolini. “Man mano che i mercati prezzeranno la possibilita di un‘eventuale presidenza di Marine Le Pen, prezzeranno anche un rischio esistenziale per l‘euro. Il Btp, essendo più vulnerabile ad un eventuale rischio di ridenominazione, dovrebbe soffrire persino piu dei titoli francesi”.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below