18 novembre 2016 / 13:02 / in un anno

Isis, ordine arresto per foreign fighter dalla Brianza in Iraq con figli e moglie

MILANO (Reuters) - La procura di Milano ha fatto disporre un ordine di cattura europeo e internazionale per un cittadino marocchino residente in Italia che a fine 2014 si trasferì con moglie, una figlia ora diciassettenne e un figlio ora undicenne in Iraq per combattere nella fila dello Stato Islamico.

Lo hanno riferito magistrati e investigatori in una conferenza stampa oggi in procura a Milano. L‘ordine d‘arresto è stato disposto nei confronti di Ahmed Taskour, 47 anni, marocchino con regolare permesso di soggiorno, impiegato presso una ditta di pulizie a Bresso, in Brianza, che in occasione delle vacanze di Natale 2014 portò con sé la famiglia prima in Turchia e poi in Iraq.

“Della moglie e della figlia maggiore si sono poi perse completamente le tracce - ha detto il procuratore aggiunto Pietro Forno - Difficilmente la misura potrà essere eseguita”.

“Il dato più inquietante è un filmato risalente fra fine novembre e inizio dicembre 2015, poco dopo gli attentati di Parigi - ha detto il pm Enrico Pavone - in cui prima si vede il presidente francese Hollande che parla degli attacchi, e poi, con la bandiera dell‘Isis si vede prima Taskour rivendicare gli attentati e minacciare tutto l‘Occidente, e poi il figlio di 10 anni che ripete le stesse parole del padre”.

“Per come si è mosso e per il fatto che l‘Isis lo ha fatto apparire nel video postato poi su Youtube è facile dedurre che abbia raggiunto un livello elevato nello Stato Islamico - ha aggiunto il dirigente della Digos di Milano Claudio Ciccimarra - Taskour ha scelto il periodo natalizio per non destare sospetti e non allarmare le scuole frequentate dai figli, ha chiesto l‘anticipo del Tfr al suo datore di lavoro adducendo problemi di salute della madre, ha ritirato in diverse tranche i suoi soldi in banca e ha ottenuto un prestito da una finanziaria, lasciando così il Paese con circa 30.000 euro”.

A Taskour, mai finito nel mirino degli investigatori, le autorità sono arrivate tracciando le relazioni italiane di due persone, una arabo-islareliano e un marocchino espulsi nel 2013. Ma dopo la partenza da Bresso. I tabulati lo individuano in Iraq a inizio 2015, dopo essere transitato dalla Turchia. Poi più nulla sino al video di fine 2015. E poi ancora il silenzio.

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