17 novembre 2016 / 11:52 / un anno fa

Ue approva budget 2017 dopo lunga maratona, Italia si astiene

BRUXELLES/ROMA (Reuters) - Nelle prime ore di oggi l‘Unione Europea ha raggiunto l‘accordo sul bilancio annuale per il 2017, che aumenterà gli investimenti per la creazione di posti di lavoro e per affrontare la crisi dei migranti, ma l‘Italia si è astenuta, in un nuovo segnale di tensione nelle relazioni tra Roma e Bruxelles.

Da Roma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Sandro Gozi ha confermato l‘accordo e l‘astensione italiana, pur riconoscendo che l‘intesa finora raggiunta sul bilancio del prossimo anno contiene passi avanti “molto importanti e concreti”, con nuovi fondi per la ‘Garanzia giovani’, il programma Erasmus, gli strumenti a sostegno degli investimenti pubblici e i fondi per immigrazione e sicurezza.

Ma sul piano pluriennale, ha detto Gozi, l‘Italia mantiene il veto annunciato nei giorni scorsi: “Manteniamo il veto e a dicembre valuteremo. La nostra posizione rimane la stessa”.

Oggi i membri Ue hanno deciso di aumentare la spesa per il 2017 da 133,7 miliardi di euro a 134,4 miliardi. La Commissione Europea e l‘Europarlamento avevano richiesto uno stanziamento ancora maggiore.

Rispetto al 2016, la spesa aumenterà soprattutto per la ricollocazione dei rifugiati nella Ue e per rafforzare i controlli alle frontiere.

Gli investimenti cresceranno anche per la creazione di posti di lavoro nei paesi con più alto tasso di disoccupazione, soprattutto tra i giovani.

“Abbiamo raggiunto lo scopo”, ha detto Jens Geier, un parlamentare tedesco di centrosinistra che ha partecipato ai negoziati. “Il bilancio 2017 si concentra chiaramente sulle nostre priorità di sostenere la crescita e creare posti di lavoro... e affrontare la crisi dei migranti”.

Meno soldi andranno invece per le regioni meno sviluppate, che sono poi soprattutto quelle dell‘Est Europa.

Nonostante i progressi su migranti e disoccupazione giovanile, che sono anche sue richieste, l‘Italia, con una mossa senza precedenti, ha deciso lo stesso di astenersi.

Nei giorni scorsi - mentre si avvicina il referendum costituzionale del 4 dicembre che potrebbe trasformarsi in un plebiscito pro o contro il premier Matteo Renzi - il governo ha non solo presentato a Bruxelles una manovra per il 2017 che potrebbe infrangere le regole fiscali europee, ma ha anche minacciato di porre il veto alla revisione del bilancio pluriennale 2014-2020 proprio se l‘Unione non investirà di più nella crescita e nella crisi migratoria e se i paesi dell‘Est continueranno a opporsi alla ricollocazione dei profughi.

(Francesco Guarascio)

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