16 novembre 2016 / 14:02 / un anno fa

Inps, da avvio Jobs act licenziamenti giusta causa +32%

ROMA (Reuters) - Continuano a salire i licenziamenti per giusta causa tra il 2014 e il 2016, con il Jobs act del governo Renzi che ha introdotto il contratto stabile a tutele crescenti, superando nei fatti l‘articolo 18 che prevedeva la possibilità di reintegro.

Secondo l‘Osservatorio sul precariato diffuso mensilmente dall‘Inps, i licenziamenti per giusta causa o giustificato motivo soggettivo (disciplinari) sono stati, nei primi nove mesi del 2016, 53.636 rispetto ai 41.783 dello stesso periodo del 2015 e i 40.586 del 2014. L‘incremento annuo è stato del 28,37% sullo scorso anno e del 32,15% rispetto a due anni fa.

Secondo il Jobs act il licenziamento per giusta causa è motivato da un comportamento del lavoratore talmente grave da non permettere nemmeno in via provvisoria la prosecuzione del rapporto di lavoro, mentre quello per giustificato motivo soggettivo avviene quando il lavoratore abbia tenuto comportamenti disciplinarmente rilevanti ma non tali da comportare il licenziamento per giusta causa, e cioè senza preavviso.

Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo è invece quello per ragioni economiche.

La norma riduce al minimo i casi di reintegro qualora un giudice ritenga illegittimo il licenziamento, mentre prevede in prevalenza il risarcimento economico per il lavoratore.

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