15 novembre 2016 / 09:07 / un anno fa

Italia, Pil rimbalza oltre attese in terzo trimestre, resta cautela su outlook

Operai a lavoro a Roma. REUTERS/Alessandro Bianchi

ROMA, 15 novembre (Reuters) - - L‘economia italiana ha ripreso a crescere nel terzo trimestre, dopo la stagnazione registrata nel periodo aprile-giugno, segnando un incremento congiunturale superiore alle attese, grazie al contributo dell‘industria e della domanda interna.

Questo, insieme alla revisione al rialzo del primo trimestre, consente di incamerare un Pil acquisito di 0,8%, pari all‘obiettivo del governo per l‘intero anno, anche se nella parte finale dell‘anno gli economisti si attendono un rallentamento.

I numeri preliminari diffusi stamane da Istat -- che il ministro dell‘Economia Pier Carlo Padoan ha definito in linea con le stime dell‘esecutivo -- fotografano tra luglio e settembre un incremento congiunturale del Pil di 0,3%.

La mediana delle attese degli economisti prospettava un incremento dello 0,2% dopo la variazione nulla segnata nel secondo trimestre. Rivisto al rialzo a +0,4% da +0,3% il dato congiunturale dei primi tre mesi dell‘anno.

“Al di là delle oscillazioni, legate in parte agli effetti di calendario dell‘industria, l‘economia si mantiere su un sentiero di ripresa con un ritmo di 0,2% su trimestre”, sintetizza Fedele De Novellis, economista di Ref Ricerche, secondo cui il dato di oggi “non è indice di un progressivo rafforzamento”.

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Per un grafico dell'andamento congiunturale del Pil italiano clic su tmsnrt.rs/2dcV9wa

Per un grafico sull'andamento tendenziale del Pil italiano clic su tmsnrt.rs/2duxHWr

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Sostanzialmente sulla stessa linea Daniele Antonucci, economista di Morgan Stanley, che nella nota di commento odierna non vede spazi per un‘accelerazione e cita il progressivo aumento dell‘incertezza con l‘approssimarsi del referendum costituzionale del 4 dicembre, che potrebbe aprire una fase d‘instabilità politica.

Secondo Raj Badiani, economista di Ihs Global Insight, l‘Italia, alla luce di un profilo di crescita sottotono e non diffusa resta esposta al rischio di vivere una tenue recessione l‘anno prossimo, su cui pende l‘incertezza legata realizzazione della Brexit e l‘incognita politica rappresentata da Donald Trump, neo eletto presidente Usa.

“La leva principale potrebbe essere un ulteriore indebolimento della fiducia di consumatori e imprese, legata ai timori riguardanti lo stato di salute del sistema finanziario accanto alle potenziali conseguenze politiche di una sconfitta del governo al referendum”, scrive Badiani.

D‘altra parte, i numeri odierni offrono un piccolo margine di archiviare il 2016 con una perfomance economica lievemente migliore di quella prevista nell‘ultima nota di aggiornamento al Def, che ha portato la stima per quest‘anno a 0,8% dall‘1,2% inizialmente indicato.

“Nel quarto trimestre ci aspettiamo un rallentamento della congiuntura ma a questo punto c‘è qualche rischio verso l‘alto sulla stima del governo, che coincide con la nostra”, spiega Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo.

Secondo Mameli, per osservare una crescita inferiore allo 0,8% nel 2016, l‘economia dovrebbe contrarsi di 0,4% nella parte finale quest‘anno, mentre potrebbe bastare +0,1% per chiudere il 2016 con un incremento del Pil di 0,9%.

Tornando ai numeri Istat, a perimetro annuo, il Pil ha segnato un‘accelerazione a 0,9% da 0,7% del trimestre precedente, rivisto al ribasso da 0,8%, che gli analisti si aspettavano sarebbe stato replicato nel terzo trimestre.

CRESCITA DA INDUSTRIA E DOMANDA INTERNA

In attesa dello spaccato delle componenti, che sarà reso noto fra due settimane, Istat definisce la crescita congiunturale registrata nei mesi estivi come la sintesi di un aumento del valore aggiunto nei comparti dell’industria e dei servizi e di una diminuzione nell‘agricoltura.

“Il contributo positivo dell‘industria era ampiamente previsto”, ricorda Mameli, facendo riferimento all‘incremento di 1,2% segnato dalla produzione industriale tra luglio e settembre, che dovrebbe -- a suo avviso - aver contribuito per 2/3 alla crescita del Pil.

Dal lato della domanda, rilevano da Istat, vi è un contributo ampiamente positivo della componente nazionale -- al lordo delle scorte -- in parte compensato da un apporto negativo della componente estera netta.

“Si è ribaltato il quadro che avevamo osservato tra aprile e giugno, quando l‘apporto positivo era arrivato dal canale estero, mentre nei mesi estivi ha avuto un ruolo predominante la domanda interna, con una presumibile piccola ripresa dei consumi privati e forse degli investimenti”, prosegue l‘economista di Intesa.

Allargando lo sguardo, nel terzo trimestre l‘economia della zona euro è cresciuta dello 0,3% congiunturale e di 1,6% su anno, in linea alle attese, mentre peggio del previsto ha fatto la Germania, la cui crescita del Pil ha rallentato a +0,2% da +0,4% del secondo trimestre.

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