8 novembre 2016 / 11:42 / un anno fa

Banche, Corte Ue: aumenti capitale possibili anche senza ok assemblee

MILANO (Reuters) - Una banca dell‘Unione Europea può essere ricapitalizzata su decisione delle autorità nazionali anche senza il consenso dell‘assemblea dei soci in situazioni di “grave pertubamento del‘economia e del sistema finanziario di uno Stato membro”.

Lo ha stabilito la Corte di Giustizia Europea in riferimento al caso dell‘irlandese Irish Life & Permanent (Ilp), oggi Permanent Tsb Group Holdings, di qualche anno fa, si legge in una nota.

Nell‘ambito degli accordi siglati a fine 2010 tra l‘Irlanda e la Commissione Ue per l‘aggiustamento economico e finanziario del Paese, l‘Unione ha messo a disposizione un‘assistenza finanziaria in cambio dell‘impegno a ristrutturare e ricapitalizzare il settore bancario entro il 31 luglio 2011.

Il ministro delle Finanze irlandese ha dunque presentato agli azionisti di Ilpgh, che detiene la totalità del capitale di Ilp, una proposta per facilitare la ricapitalizzazione della banca, respinta dall‘assemblea generale della società il 20 luglio 2011.

Il ministro ha dunque ottenuto dal giudice un‘ordinanza ingiuntiva che ha imposto a Ilpgh di emettere, a fronte del conferimento di 2,7 miliardi di euro, nuove azioni a favore del ministero che è quindi salito al 99,2%.

Alcuni soci della Ilpgh hanno chiesto l‘annullamento dell‘ordinanza davanti alla High Court irlandese in quanto a loro avviso l‘aumento di capitale è incompatibile con una direttiva dell‘Unione, perché realizzato senza l‘accordo dell‘assemblea.

La High Court ha concluso “sulla base di un bilanciamento delle probabilità che la Ilp non avrebbe potuto aumentare il proprio capitale minimo regolamentare dell‘importo richiesto, cosicché la mancata ricapitalizzazione nel termine previsto avrebbe portato a un‘insolvenza” che avrebbe avuto “gravi conseguenze per l‘Irlanda” e probabilmente aggravato la minaccia incombente sulla stabilità finanziaria di altri Stati membri.

La Corte di Giustizia Europea, interpellata dalla High Court, ha stabilito che “la direttiva non osta a una misura a carattere eccezionale che, in una situazione di grave perturbamento dell‘economia e del sistema finanziario di uno Stato membro, viene adottata dalle autorità nazionali senza l‘ok dell‘assemblea, allo scopo di evitare un rischio sistemico e di garantire la stabilità finanziaria dell‘Unione”.

Inoltre, prosegue la Corte, l‘interesse pubblico a garantire, in tutta l‘Unione, una tutela forte e coerente degli azionisti e dei creditori, non può essere ritenuto prevalente in ogni circostanza rispetto a quello consistente nel garantire la stabilità del sistema finanziario istituito dai trattati.

Il 24 novembre si terrà l‘assemblea dei soci di Monte dei Paschi per approvare l‘aumento di capitale fino a 5 miliardi di euro, passaggio decisivo del piano presentato il 25 ottobre scorso. Il quorum minimo necessario in terza convocazione affinché l‘assemblea straordinaria possa deliberare sull‘aumento è del 20% del capitale (il 50% in prima convocazione, un terzo in seconda).

L‘azionariato di Mps è particolarmente frazionato con il Tesoro primo socio con il 4%, Axa con il 3,1% e altri soci come Fintech, Fondazione Mps e Alessandro Falciai con un complessivo 5,5%.

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