7 novembre 2016 / 09:14 / in un anno

INTERVISTA - Tour europeo dei 5 Stelle per affossare Renzi al referendum

Luigi Di Maio, vice presidente della Camera ed esponente di rilievo del M5s. Foto del 17 ottobre 2017. REUTERS/Max Rossi/Files

ROMA (Reuters) - A un mese dal referendum costituzionale del 4 dicembre il Movimento 5 stelle, principale partito di opposizione, vuole essere sicuro che il premier Matteo Renzi non venga salvato dai voti degli italiani all‘estero.

Luigi Di Maio, uno dei volti più noti del M5s, domani a Londra darà il via a una campagna di dieci giorni contro il referendum che lo porterà a Madrid, Bruxelles, Parigi e Berlino.

I 5 Stelle hanno buone ragioni per temere il voto all‘estero. Nelle elezioni del 2013 risultarono i più votati in Italia, ma a causa dei voti degli italiani all‘estero si videro sorpassare dal Pd, che formò il governo.

Di Maio, 30 anni, deputato considerato da molti il probabile candidato del Movimento per Palazzo Chigi, vuole evitare che accada lo stesso il 4 dicembre.

“Vogliamo spiegare i rischi di questa riforma agli italiani all‘estero perché se vince il ‘sì’ non ci libereremo mai della classe politica che li ha costretti ad emigrare”, ha detto in un‘intervista a Reuters.

Secondo i dati ufficiali 107.000 italiani si sono trasferiti all‘estero nel 2015, ma si ritiene che la cifra effettiva sia molto più alta.

Renzi sostiene che il depotenziamento del Senato e delle Regioni semplificherà i processi decisionali assicurando la stabilità del governo, mentre per i critici la riforma complicherà l‘iter legislativo e ridurrà controllo e contrappesi.

“Questa riforma darà più potere a coloro che hanno portato questo Paese alla situazione attuale”, ha detto Di Maio, il cui movimento è dato più o meno allo stesso livello del Pd negli ultimi sondaggi.

Renzi ha ripetuto più volte che se ne andrà se dovesse vincere il ‘no’, ma negli ultimi due mesi ha evitato di tornare sull‘argomento dicendo che l‘attenzione dev‘essere sul merito del referendum.

“Se perde chiederemo a Renzi di mantenere la sua promessa e gli italiani gli chiederanno di mantenerla”, ha detto Di Maio, considerato il volto moderato del Movimento fondato da Beppe Grillo nel 2009.

LA BATTAGLIA DI RENZI

Dei 33 sondaggi di opinione pubblicati nell‘ultimo mese, tutti eccetto uno danno il ‘no’ in vantaggio. Ma con circa un quarto degli elettori indecisi, il risultato resta incerto. [nL8N1C54Z7]

Inoltre i sondaggi non tengono conto degli elettori all‘estero: i sondaggisti si aspettano che andrà alle urne meno di un terzo, ma ritengono che la maggior parte di chi voterà sosterrà il ‘sì’.

Di Maio dovrà mettercela tutta per convincere Stefano Greco, un 27enne siciliano a Londra da 15 mesi per un dottorato alla London Business School.

“Voterò sì perché vivendo all‘estero vedi ancora più chiaramente quanto l‘Italia sia lenta e burocratica, e la mia impressione è che la riforma aiuterà a rendere le cose più semplici”.

Gli italiani all‘estero sono risultati rilevanti non solo nel 2013, ma anche nel 2006, quando grazie a loro Romano Prodi ottenne la maggioranza al Senato.

Non è solo il Movimento 5 stelle a cercare i voti degli emigrati. La ministra per le Riforme Maria Elena Boschi recentemente è stata in Argentina, Brasile e Uruguay per fare campagna per il ‘sì’, e anche la Lega Nord ha deciso di inviare in America Latina un proprio esponente per promuovere il ‘no’.

Secondo Federico Benini, che guida l‘agenzia Winpoll, voteranno 300.000 italiani all‘estero, circa il 10%, rispetto al 30% nel 2013 e al 3% alle Europee nel 2014.

Benini si aspetta che l‘80% di coloro che voteranno sosterrà il ‘sì’, perché gli italiani all‘estero seguono meno da vicino i politici italiani, generalmente sono meno anti-renziani e considerano molto positivo che il Paese cerchi di cambiare.

Se il ‘sì’ sarà indietro di meno di un punto percentuale tra chi vota in Italia, stima Benini, il risultato potrebbe venire capovolto dai residenti all‘estero.

Di Maio ribadisce che il Movimento ha le sue proposte per cambiare la Costituzione, come togliere l‘immunità parlamentare in relazione all‘arresto ed eliminare la clausola del pareggio di bilancio, in ogni caso mai rispettata.

“Certamente non siamo contro il cambiamento”, sottolinea. “Ma il cambiamento non è sempre positivo, e dicendo no a questa riforma cerchiamo di evitare all‘Italia un cambiamento in peggio”.

Tradotto da Redazione Roma, +39 06 85224380, Reutersitaly@thomsonreuters.com, Reuters messaging: antonella.cinelli.reuters.com@reuters.netPer una panoramica su mercati e notizie in lingua italiana con quotazioni, grafici e dati, gli abbonati Eikon possono digitare nel Search Box di Eikon la parola “Pagina Italia” o “Panorama Italia”.Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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