2 novembre 2016 / 08:32 / in un anno

Borsa Milano chiude in calo del 2,5% zavorrata da bancari, Fiat -6,2%

MILANO (Reuters) - Piazza Affari ha archiviato la seduta in calo del 2,5%, zavorrata dai bancari e da alcuni titoli di peso come Fiat Chrysler, in un mercato nervoso per le presidenziali americane e, a livello locale, per la possibilità di un rinvio del referendum costituzionale.

L'ingresso principale del Monte dei Paschi a Siena. REUTERS/Max Rossi/File Photo

Il principale indice della borsa milanese nel pomeriggio ha registrato un peggioramento sulla scia dell‘apertura negativa di Wall Street e della pubblicazione dei dati Eia sulle scorte di greggio Usa, che hanno portato a un‘accelerazione del calo dei prezzi del petrolio, con ripercussioni negative sui titoli energetici.

Più in generale sui mercati prevale l‘incertezza per l‘esito delle presidenziali Usa che si terranno la settimana prossima, dopo che alcuni sondaggi hanno mostrato che la distanza tra il candidato repubblicano alla Casa Bianca Donald Trump e la rivale democratica Hillary Clinton potrebbe essersi ridotta.

Il mercato azionario italiano sottoperforma le altre piazze europee, risentendo anche della possibilità di un rinvio del referendum costituzionale.

Il Ftse Mib ha chiuso in calo del 2,51%, mentre il Ftse All Share ha perso il 2,41%. Volumi per un controvalore di 2,1 miliardi di euro. In Europa lo Stoxx 600 segna -1,09%.

** Bancari sotto pressione, con il paniere di settore italiano in calo del 4,2%. Particolarmente colpite dalle vendite POP MILANO (-7,69%) e BANCO POPOLARE (-7,05%). UNICREDIT ha perso il 4,95%, MPS il 4,25%. In Europa lo stoxx di settore segna -2,37%.

** Venduta anche FIAT CHRYSLER (-6,21%) sulla scia della contrazione delle immatricolazioni Usa di ieri. Secondo un operatore pesa anche la sensazione che Uber stia guardando a Gm come potenziale partner. Ieri Uber ha detto che farà un accordo con Maven, il servizio di car-sharing gestito da Gm, per consentire agli autisti di Uber di noleggiare auto Gm su base settimanale nell‘ambito di un programma pilota a San Francisco. Giù anche la controllante EXOR (-4,45%).

** Acquisti sui difensivi come i farmaceutici con RECORDATI che ha guadagnato l‘1,5%.

** Positiva anche BUZZI (+1,21%).

** Deboli gli energetici sulla scia del calo del greggio, con il Brent in ribasso del 3%. ENI ha chiuso a -1,46%.

** Vendite anche su MEDIASET che ha lasciato sul terreno il 3,86%

** STEFANEL crolla del 39,66% a 0,105 euro dopo aver annunciato questa mattina che il Cda ha deliberato di presentare domanda di ammissione al concordato preventivo cosiddetto “in bianco” o “con riserva”, procedura nell‘ambito della quale la società si riserva di poter presentare un ricorso per l‘omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti.

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