31 ottobre 2016 / 11:17 / in un anno

Inflazione torna negativa in ottobre, manca trend europeo

ROMA (Reuters) - - Torna a sorpresa in negativo l‘inflazione italiana in ottobre, mancando il trend di risveglio dei prezzi al consumo, per quanto timido, in atto nella zona euro da un paio di mesi.

Milano, al supermercato. Foto del 5 settembre 2012. REUTERS/Stefano Rellandini

Secondo i dati preliminari Istat, l‘indice Cpi ha registrato una flessione tendenziale dello 0,1% sia come dato nazionale sia come armonizzato, dopo il +0,1% in entrambi i casi del mese precedente. Le attese degli economisti erano per una conferma dell‘inflazione ai livelli di settembre.

A livello congiunturale la variazione è nulla (da -0,2%); sull‘armonizzato si ha un incremento dello 0,2% (da +1,9%).

“La sorpresa è in buona parte dovuta alla componente core” commenta l‘economista di Unicredit Marco Valli. “In eurozona abbiamo un‘inflazione core che da oltre un anno si muove in maniera laterale, non c‘è ragione che le cose vadano diversamente in Italia, dove la crescita resta più debole”.

PREZZI ENERGETICI

L‘Istat spiega che la flessione tendenziale continua a essere determinata dai beni energetici (-3,6% da -3,4% di settembre); ulteriori contributi deflazionistici derivano in particolare dagli alimentari non lavorati (-0,4%, da +0,4%) e dai servizi ricreativi, culturali e della cura della persona (invariati, dopo il +0,6% di settembre).

L‘inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, arretra allo 0,2% dallo 0,5% di settembre; anche al netto dei soli beni energetici si scende a 0,2% dal precedente 0,5%.

L‘inflazione acquisita per il 2016 resta a -0,1%.

In ottobre l‘inflazione della zona euro ha accelerato allo 0,5%, con una crescita dei prezzi al consumo che sembra essersi messa in moto in Germania e Francia, ma anche in Spagna [nL8N1CY3N1.

GAP

Unicredit prevede per fine 2016 un‘inflazione a 0,2-0,3% per l‘Italia contro uno 0,9% per la zona euro.

“Nell‘immediato il gap si andrà ad allargare, per poi stringersi nel corso del prossimo anno” osserva Valli, secondo cui nel giro di 3-6 mesi il trend generale dell‘inflazione europea dovrebbe mostrare chiari segnali di accelerazione, in scia al progressivo rafforzamento della componente energetica.

“Questo avverrà prima per la zona euro e solo dopo per l‘Italia; la struttura di imposizione fiscale molto pesante che c‘è nel Paese fa in modo che un rialzo dei prezzi energetici si trasferisca in maniera più ritardata sull‘inflazione”, afferma l‘economista. “Ad ogni modo la componente energetica sarà sempre più di sostegno all‘inflazione man mano che si entra nel 2017”.

-- Ha collaborato Antonella Cinelli

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below