8 gennaio 2016 / 12:30 / 2 anni fa

Parigi, magistrato solleva dubbi su identità uomo ucciso ieri

Parigi, agenti di polizia presidiano la zona dove ieri un uomo è stato ucciso dopo aver tentato di entrare armato in un commissariato. Foto del 7 gennaio 2016. REUTERS/Charles Platiau

MILANO (Reuters) - Il magistrato parigino Francois Molins solleva dubbi sull‘identità dell‘uomo ucciso ieri nella capitale francese, mentre le autorità tentano di stabilire se rappresentasse una significativa minaccia o stesse agendo da solo e senza supporto.

L‘uomo è stato ucciso nel primo anniversario dell‘attentato alla rivista Charlie Hebdo a Parigi, mente tentava di entrare in un commissariato di polizia brandendo un coltello da macellaio.

Secondo la ricostruzione ufficiale l‘uomo, identificato da una fonte giudiziaria come originario del Marocco, avrebbe urlato Allahu Akbar, (Dio è grande) ed indossava quella che poi si è rivelata una cintura esplosiva finta.

Molins ha detto alla radio francese che l‘uomo potrebbe aver fornito un‘identità falsa alcuni mesi fa, aggiungendo che il telefono cellulare trovato sul cadavere conteneva una Sim tedesca.

“Non sono sicuro che l‘identità che ha fornito sia vera”, ha detto Molins a France Inter radio.

Una fonte giudiziaria ha identificato ieri l‘uomo come Ali Sallah, nato nel 1995 a Casablanca. Era senza tetto e conosciuto dalla polizia per alcuni furti nel 2012 nella regione del Var, nel sud della Francia.

Il nome Ali Sallah non era noto ai servizi segreti, perciò “dovremo stabilire quale sia la sua reale identità”, ha spiegato Molins e anche la veridicità del foglio con la bandiera dello Stato islamico e la rivendicazione di far parte del gruppo scritta in arabo.

L‘Is, che controlla parte di Iraq e Siria, ha rivendicato la responsabilità degli attentati di Parigi dello scorso 13 novembre, che hanno provocato la morte di 130 persone.

Relativamente a questo, Molins ha precisato che le autorità anti-terrorismo stanno lavorano su 215 casi, che coinvolgono 711 persone in Francia.

Circa 240 persone sono state fermate per essere interrogate in relazione agli attentati.

Gli investigatori belgi hanno detto di credere che l‘esplosivo usato negli attacchi di novembre possa essere stato realizzato in un appartamento a Bruxelles affittato con un falso nome, dove sono state trovare le impronte di un ricercato chiave.

In un raid dello scorso 10 dicembre, la polizia ha trovato materiale che potrebbe essere usato per produrre esplosivo, oltre a tracce di perossido di acetone e cinture artigianali.

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